Gazzetta di Reggio

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Pagani-Ferretti, pace fatta con le scuse del renziano

Pagani-Ferretti, pace fatta con le scuse del renziano

Dopo le primarie 2012 l’ex vice sindaco aveva querelato il consigliere regionale “colpevole” di alcuni sms che lo accusavano di voler “pilotare” il voto ai gazebo

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E' pace fatta, o quasi, tra Franco Ferretti e Beppe Pagani, che erano entrati in rotta di collisione alla fine del 2012, al tempo delle primarie della coalizione di centro sinistra.

Il secondo ha presentato le sue scuse con una lunga lettera. L'altro le ha accettate, ha rimesso la querela per diffamazione e calunnia e non rifiuta a priori la richiesta di suggellare il riavvicinamento con una stretta di mano. Ferretti faceva parte del collegio dei garanti in rappresentanza di Sel insieme a Severino Ferri per il Pd e a Silvio Prampolini per i socialisti. Pagani, consigliere regionale, era il principale sostenitore di Matteo Renzi, che voleva la più ampia partecipazione alla consultazione. I due si marcavano a vista da anni, essendo stati alla guida rispettivamente della Cgil e della Cisl.

Lo scontro avvenne proprio per il trasferimento scorretto nella sede delle primarie di una controversia sindacale viva ancor oggi.

Dopo il primo turno, svoltosi il 25 novembre, i renziani chiesero che fossero ammessi al secondo turno, il 2 dicembre, anche milleseicento elettori che non avevano partecipato al primo. Il collegio dei garanti ne ammise soltanto 160. Pagani reagì prendendosela con Ferretti e accusandolo di cotraddirsi rispetto alla linea della Cgil, che vuole che tutti i lavoratori votino per ratificare i contratti.

In un Sms inviato al sindaco di Sant'Ilario d'Enza Marcello Moretti scrisse: «Ferretti il libertario dice che tutti devono votare i referendum su tutti i contratti. Adesso inquisisce le persone sul perchè vogliono votare solo ora».

Con un altro Sms invitò l'assessore Matteo Sassi a «intervenire sull'atteggiamento autoritario e inquisitorio di Ferretti». L'ultimo strale lo lanciò su Twitter: «Oh, ragazzi, il garante e ex-segretario Cgil per 5 anni doveva far votare tutti se no non erano accordi validi. Adesso li caccia via dai gazebo». Il bersaglio di questi attacchi presentò querela alla Procura della Repubblica tramite l'avvocato Giulio Cesare Bonazzi, il quale ora riferisce: «La querelle fra i due esponenti politici si è chiusa con le scuse scritte di Pagani, che dice di non avere avuto alcuna intenzione di offendere la persona, di tenere al rapporto personale e di augurarsi una stretta di mano fra due persone che si sono sempre apprezzate». «Le esclusioni dal secondo turno delle primarie - precisa Ferretti - furono decise da noi membri del collegio dei garanti sulla base del regolamento sottoscritto da tutti e dell'interpretazione che ne diede il garante nazionale Luigi Berlinguer. Potevano essere ammessi soltanto coloro che documentassero l'impossibilità di partecipare al primo turno».

Luciano Salsi