Gazzetta di Reggio

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«Salvatore, un bimbo sempre sorridente che amava i camion»

«Salvatore, un bimbo sempre sorridente che amava i camion»

La zia Raffaella Caruso racconta la breve vita del nipotino «Gli piaceva cantare sul balcone e ascoltare la musica»

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RUBIERA. Il largo sorriso sempre pronto ad aprirsi davanti a un viso amico, oppure davanti ai suoi amati camion. Questo era Salvatore, un bambino allegro e benvoluto, che a Rubiera aveva saputo entrare nei cuori di tanti, dai negozianti del centro fino alle maestre dell’asilo.

«Era ancora così piccolo, eppure aveva conquistato l’affetto di tante persone – racconta tra le lacrime la zia, Raffaella Caruso – Andava matto per i camion, soprattutto quelli grandi: passava ore a osservarli dal balcone, gli piaceva il rumore del motore, conosceva tutte le marche e sognava un giorno di guidarli. Qualche tempo fa c’era un cantiere poco lontano da dove abitava e lui era sempre sul balcone a guardare i camion andare e venire: gli operai lo avevano fatto salire su uno dei loro mezzi e lui era contentissimo».

Nel quartiere in cui viveva, in via Marconi, i vicini lo ricordano a osservare il piccolo mondo che gravitava attorno alla strada: le auto, le biciclette, le signore con le borse della spesa o il postino, con quel genuino gusto per la scoperta del quotidiano che solo i bambini hanno. «Mi hanno raccontato che Salvatore cantava spesso alla finestra – prosegue la zia – quando saliva in auto chiedeva sempre al papà di accendere la radio e seguiva le note e il ritmo a suo modo».

Salvatore ci teneva a fare bene all’asilo (frequentava l’Albero azzurro, a due passi dalla zona sportiva): «L’ultima volta che era stato da me ricordo come ci tenesse a fare i compiti e a prepararsi bene per quando sarebbero riprese le lezioni».

Piccole gioie quotidiane che erano la soddisfazione più grande per la madre Sandra Bonacini, 42 anni, ora ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. Casalinga, è cresciuta a Rubiera assieme alle due sorelle. Da quasi un quarto di secolo divideva la sua vita assieme al marito, Giuseppe Amato, originario della provincia di Siracusa, che viveva a Rubiera da oltre 20 anni.

Arrivato in Emilia assieme al fratello, con il quale aveva gestito un bar per qualche tempo, ha svolto diversi lavori tra cui quello di operaio e imbianchino, lavorando anche per la Decor Tre, mentre negli ultimi tempi era disoccupato.

La sorella di Salvatore, la 21enne Chiara, anch’essa ricoverata al Santa Maria, non è in condizioni preoccupanti. Svenuta dopo l’incidente, è ricoverata in Medicina d’urgenza, con 15 giorni di prognosi.

Dopo aver finito le scuole un paio di anni fa, la 21enne ha trovato un impiego in un’azienda di Rubiera.

Ieri il padre, le zie e gli altri parenti si sono divisi tra l’obitorio e il reparto rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove si trova la madre.

Già in viaggio verso Reggio anche gli altri parenti provenienti dalla Sicilia, mentre non è ancora stata fissata una data per i funerali del piccolo Salvatore.

Daniele Valisena

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