Gazzetta di Reggio

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Scacco alla banda del Parmigiano

Scacco alla banda del Parmigiano

Arrestate ieri mattina a Sant’Ilario due donne di 22 e 28 anni che con i bimbi a seguito fingevano di fare spesa ma invece intascavano le punte Ore contate per i due complici riusciti a fuggire, lo “stacca etichette” e il palo che attendeva a bordo di una Bmw pronta per la fuga

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SANT’ILARIO. Agivano in modo ben studiato e in gruppi di almeno quattro persone, senza farsi scrupolo di usare bambini come “copertura” per rubare, all’interno dei supermercati, decine di punte di Parmigiano Reggiano e culatelli. Ma due donne della banda, che fingevano di essere casalinge con al seguito i bambini intente a fare la spesa, sono finite nella rete approntata dai carabinieri della stazione locale.

Scacco quinti alla banda del parmigiano e del culatello con una 22enne e una 28enne, entrambe di origine rumena, finite in cella ieri mattina: questa mattina dovrebbe tenersi l’udienza di convalida. Le due donne sono state fermate all’uscita del supermercato Conad del paese. Hanno tentato di disfarsi della refurtiva, subito recuperata dai militari dell’Arma: una decina di punte di Parmigiano Reggiano e qualche culatello, tutti debitamente privati delle etichetta. A eliminarle, con un modus operandi ben studiato e collaudato – immortalato anche dalle telecamere di videosorveglianza in questo colpo e nei precedenti –, è stato un terzo complice riuscito a scappare con un quarto, il palo, che attendeva il gruppo nel parcheggio all’interno di una Bmw pronta per sgommare via. I due uomini sono riusciti a fare perdere le loro tracce, ma la loro identificazione dovrebbe essere questione di ore.

Ben chiara la dinamica dei furti. Alla banda potrebbero esserne attribuiti almeno tre, compiuti nell’ultimo mese (con una media di uno a settimana), sempre ai danni del Conad di Sant’Ilario. Ma sono diversi altri i furti analoghi compiuti con “tecniche” simili. Solo qualche giorno fa, sempre a Sant’Ilario, era stata arrestata una coppia, marito e moglie, che rubava punte di Parmigiano Reggiano al supermercato Coop: ma il modo di agire era diverso da questo. Tuttavia il numero impressionante di colpi analoghi fa ritenere gli inquirenti che esista un vero e proprio racket del settore alimentare. Si ritiene infatti l’esistenza di un secondo step concernente il riciclaggio della refurtiva a compiacenti ristoratori o commercianti del settore alimentare.

Per quello che riguarda le modalità usate in questo ultimo colpo e in almeno altri tre analoghi la banda agiva in questo modo: lo “stacca etichette” entrava per primo nel supermercato, facendo finta di fare la spesa; in realtà il suo compito era quello di raggiungere il reparto dei salumi e formaggi e individuare le confezioni “buone” da rubare. A queste toglieva le etichette. Poi entravano nel supermercato le due complici con a seguito i bambini. Facendo finta di essere mamme intente a fare spesa, in realtà il loro incarico era quello di raggiungere lo “stacca etichette” e intascare le confezioni prese di mira. Poi le donne raggiungevano la cassa, e bimbo in braccio, pagavano pochi euro di merce mostrata al cassiere (5 euro o poco più ogni volta) e superavano così la barriera delle casse. Poi uscivano dal supermercato, raggiunte di lì a poco dal complice addetto alle etichette. La banda si ritrovava poi nel parcheggio dove la merce sottratta veniva accuratamente riposta all’interno dell’auto guidata dal quarto complice e con la quale il gruppo si dileguava.

I filmati di videosorveglianza hanno permesso ai carabinieri di ricostruire con precisione la tecnica adottata e saranno fondamentali per l’attribuzione dei colpi e delle responsabilità. Per il momento le due donne dovranno attendere di sapere come il giudice intenda procedere nei loro confronti. Per loro l’accusa è di furto aggravato e continuato.