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Sesto colpo in due anni nel negozio di bici

Sesto colpo in due anni nel negozio di bici

Montecchio: i ladri entrano dal tetto della Serigrafia 76 e bucano il muro, ma fuggono per l’allarme

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MONTECCHIO. Sesto colpo in due anni al negozio Cicli Colla di via Torricelli, nella zona artigianale. Appena un mese fa, di notte, i ladri rubarono una ventina di bici da corsa e mountain-bike, e i titolari, la mattina seguente, fecero murare il portone del capannone. Questa volta i malviventi, entrati in azione sempre di notte, sono fuggiti senza portare via nulla – complice l’allarme scattato dopo l’intrusione – ma i danni provocati sono ingenti. Danni al negozio di bici di livello medio-alto e quindi costose, ma anche alla Serigrafia 76, azienda che con il negozio Cicli Colla condivide una parete del capannone.

Per entrare nel negozio, infatti, i ladri hanno forzato un lucernario della ditta specializzata negli adesivi per macchinari e veicoli e, una volta all’interno, hanno individuato la parete confinante con il negozio di bici. Hanno iniziato a bucare la parete, poi hanno cambiato idea e si sono messi al lavoro su un altro punto del muro. Un lavoro eseguito con attrezzature da muratore, a giudicare dalla precisione con cui è stato aperto un varco di circa un metro per un metro e mezzo. «E’ successo alle 3.15 di questa notte – spiega Davide Colla, titolare del negozio assieme ai famigliari –. E’ scattato l’allarme e siamo arrivati qui in pochi minuti, ma non c’era più nessuno. Stranamente non hanno portato via nulla. Ho trovato tre telai di bici a terra, rotti e calpestati dai ladri. Ma forse cercavano biciclette complete. Credo che anche questo sia un furto su commissione: probabilmente cercavano qualcosa di preciso». Un particolare lascia perplessi i titolari del negozio: «I ladri hanno staccato dal muro tre sensori dell’allarme e li hanno lasciati a terra. Chissà perché. Forse sono entrati anche per studiare prossimi furti. Gestiamo il negozio da oltre 20 anni e i furti sono cominciati due anni fa; questo è il 6°. Abbiamo già speso 20mila euro tra allarmi, inferriate, sbarre, portoni, cancelli e muri. Ormai non dormo la notte e passo spesso da qui per controllare; non ho mai visto le forze dell’ordine, qui attorno». (m.g.)

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