Gazzetta di Reggio

Reggio

Subito scintille tra Vecchi e i 5 Stelle in Sala Tricolore

di Evaristo Sparvieri
Subito scintille tra Vecchi e i 5 Stelle in Sala Tricolore

Appello del sindaco alle opposizioni nel primo consiglio comunale: «Fiducia nella città». Ma Vaccari, capogruppo grillino: «Non dimentichiamo i brogli»

5 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Basa il suo discorso sulla fiducia nel futuro della città. E riceve anche i complimenti di gran parte dell’opposizione. Ma non convince del tutto il M5S, che approfitta subito delle parole del neosindaco, Luca Vecchi, per attaccare l’amministrazione Delrio-Ferrari e portare nuovamente all’attenzione il caso sui presunti brogli elettorali. Prime schermaglie, ieri pomeriggio, nel consiglio comunale che dà il via al nuovo mandato del neosindaco, Luca Vecchi: una seduta presieduta dal consigliere “recordman” di preferenze e capogruppo Pd, Andrea Capelli, prima della riconferma di Emanuela Caselli alla guida della Sala Tricolore. Per la consigliera Pd, 25 voti su 32 votanti (problemi nel momento della votazione, per il consigliere Pd, Salvatore Scarpino). Vicepresidenti, invece, Claudio Bassi di Forza Italia e Maura Manghi del Pd.

IL SALUTO AI DIPENDENTI. «Un saluto e un ringraziamento a tutti i dipendenti dell’ente affinchè ci sia ogni giorno un contributo importante al bene comune di questa città». Così il sindaco, Luca Vecchi, in apertura di discorso davanti al consiglio comunale: un lungo discorso di circa 45 minuti, pronunciato subito dopo il giuramento, nel quale il sindaco ha illustrato ufficialmente ai consiglieri le deleghe e i ruoli dei nuovi assessori, illustrando le linee programmatiche del suo mandato.

LE PRIORITÀ DEL MANDATO. Sicurezza, lavoro, legalità. E poi il rischio dell’insediamento mafioso, la partecipazione, il dialogo. Sono i principali argomenti affrontati dal neosindaco, che ha ringraziato tutti i suoi predecessori, parlando anche dei problemi della città emersi durante gli incontri del suo lungo percorso elettorale. «Il 25 maggio ha evidenziato un risultato netto che ci impone una riflessione – afferma Vecchi – È stato un percorso realizzato con grande disponibilità di ascolto: abbiamo chiesto fiducia e abbiamo voluto dare fiducia. Il tema della fiducia è una delle chiavi interpretative del nostro percorso. Quel risultato elettorale ci consegna una città diversa dall’immagine pubblica diffusa. Non è la città dei comitati: il 25 maggio è uscita una maggioranza silenziosa ma non meno cosciente».

IL MODELLO DEL PONTEFICE. Papa Francesco. È questo il modello di buona amministrazione dichiarato dal sindaco. Un modello all’insegna dell’umiltà che, secondo Vecchi, «deve essere di insegnamento».

APPELLO ALL’OPPOSIZIONE. «Abbiamo di fronte nuove sfide e ho convocato tutti i capigruppo per dire loro che lo scontro sarà duro, che siamo pronti alle critiche, ma che non esiterò a convocare tutti e a proporre di lavorare insieme – aggiunge Vecchi in relazione all’incontro che si era tenuto nel suo ufficio alle 12, prima della seduta del consiglio – bisogna anteporre il senso di appartenenza alla comunità al senso di appartenenza ad una parte politica. Noi qui siamo al servizio della comunità. E vorrei dire alle minoranze di non sentirsi estranei a questa città, di non essere tentati solo di denunciare ciò che non funziona. Ma di provare a lavorare insieme noi per raccontare quei punti di forza e qualità che ha la nostra città».

APPLAUSI E POLEMICA. Un discorso concluso con un’ovazione dei presenti, nel quale Vecchi non ha nascosto il suo obiettivo di innovare la città: un’intenzione manifestata già a partire dal tipo di deleghe assegnate ai suoi assessori, come lo stesso Vecchi ha spiegato in aula. Parole per le quali il sindaco ha ricevuto apprezzamenti anche da parte dell’opposizione, ma su cui il capogruppo M5S, Norberto Veccari, è subito partito all’attacco con le prime schermaglie. «Nella sua relazione il sindaco ha detto in maniera chiara e precisa quanto questi ultimi dieci anni di amministrazione siano stati un fallimento – esordisce Vaccari - Nel suo intervento ha parlato anche di una cosa che ci sta a cuore: il discorso legato alla legalità. C’è una legalità a livello ampio di infiltrazioni, e lo sappiamo, ne abbiamo sentore anche per le indagini che stanno diventando numerose, con il concetto di legalità che pare scomparso anche negli strati della società reggiana. Ma non dimentichiamoci anche il caso dei brogli elettorali che si sono verificati. E aspettiamo i risultati dell'indagine in corso». La seduta, sospesa intorno alle 19.30, riprenderà oggi alle 15.

CURIONI VERSO L'ADDIO ALLA COOP. «Sto pensando di lasciare Coop Nordest». Lo afferma l’assessore alla Scuola, RaffaellaCurioni, in relazione alla sua permanenza nel cda di Coop Nordest, all’origine dell’assenza nella presentazione della giunta. Al consiglio di ieri, invece, Curioni è stata tra le prime ad arrivare in Sala Tricolore, in un’atmosfera che per molti ha rappresentato un po’ il primo giorno di scuola. Come per Annalisa Rabitti del Pd, che prima della seduta ha chiesto informazioni su come funzionassero i tasti per la votazione elettronica. Non è stata la sola, in un consiglio pieno di facce nuove e di banchi vuoti, in virtù della riduzione del numero di consiglieri, scesi a 32. Tra i banchi, in quota Sel, anche Lucia Lusenti, figlia dell’assessore regionale Pd, Carlo Lusenti, entrata al posto di Matteo Sassi, confermato nella giunta comunale. «Mio padre? Non parliamo di politica, ma rimaniamo nella dialettica padre-figlia», scherza mentre apre il cassetto del suo banco, dove non a caso qualcuno con la penna ha realizzato il disegno del simbolo di Falce e Martello. Accanto a lei, il consigliere Pd Dario De Lucia, che ha scelto il banco più a sinistra dell’aula, salvo poi lasciarlo a Scarpino, con tanto di pulsanti malfunzionanti. Nell’opposizione, Donatella Prampolini guarda il suo gettone da circa 70 euro e pensa ai 500 spesi per prendere un’aereo e tornare dalla Puglia, dove rientrerà oggi. «Sono qui per dovere istituzionale», dice. Poi parte l’appello. E su proposta di Capelli si canta l’inno. Il primo consiglio può cominciare.