Chiara sa che il fratellino è morto
Ieri, in ospedale a Reggio, il papà e la zia le hanno detto la drammatica verità
RUBIERA. Erano da poco passate le 17 di ieri quando anche Chiara Amato ha avuto la più straziante delle notizie. Suo fratello Salvatore non c’è più.
Sotto shock dopo l’incidente, la sorella 21enne della piccola vittima era svenuta in seguito al trauma e non era ancora al corrente della tragica fine di Salvatore.
Su consiglio dei medici, che la seguono 24 ore su 24 e che le hanno affiancato un’équipe di psicologici, i familiari hanno atteso un paio di giorni prima di metterla al corrente della drammatica verità.
«Sapeva e ricordava che Salvatore fosse rimasto gravemente ferito – spiega il padre Giuseppe Amato, che insieme alla sorella Raffaella Caruso ha raccontato tutto alla figlia – ma su consiglio dei medici non le abbiamo detto tutto. Lei credeva che fosse qui in ospedale. Questa sera (ieri, ndr) abbiamo dovuto farle sapere tutto, purtroppo non c’era altro da fare».
Un colpo tremendo, ancora più duro per lei, che con Salvatore trascorreva interi pomeriggi, passeggiando insieme per le vie di Rubiera, portandolo in biblioteca e al bar, tra giochi, battute e abbracci fraterni.
In paese li ricordano sempre assieme e felici, camminare mano nella mano, così come in quel maledetto mercoledì sera, quando assieme a mamma Sandra i due fratelli hanno percorso via Marconi e passando per il passaggio di via Mozart hanno attraversato via Togliatti, diretti verso il distributore di acqua pubblica in cui erano soliti rifornirsi di acqua. Ma, mentre tornavano a casa con le bottiglie piene, è accaduto l’irreparabile.
L’incidente ha lasciato sul corpo di Chiara le ferite meno profonde – si parla di 15 giorni di prognosi per lei – ma nell’animo e nel cuore qualcosa si è lacerato e non ci sono bende o medicine che possano curare questa perdita. (d.v.)
