Gazzetta di Reggio

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Il cane poliziotto Duca ritrova due ragazzine disperse

Luca Tondelli
 Il cane poliziotto Duca ritrova due ragazzine disperse

Due cugine di 12 e 13 anni si erano smarrite nei boschi di Giandeto, salvate dal pastore tedesco della Municipale

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CASINA (Reggio Emilia)

C’è stata una mobilitazione generale, giovedì sera a Giandeto e dintorni, per due giovanissime ragazze che avevano lanciato l’allarme perché si erano perse nel mezzo delle grandi aree boschive delle colline circostanti. Una mobilitazione che ha visto impegnati uomini e mezzi, e anche animali. Tant’è che, alla fine, è stato proprio grazie al fiuto del cane Duca, il meraviglioso pastore tedesco in forza all’unità cinofila della polizia municipale di Casina che ormai ha una fama che va ben oltre il livello locale, che le due ragazze, spaventate, stanche, ma incolumi, sono state ritrovate, facendo tirare un sospiro di sollievo ai tanti coinvolti nelle ricerche. Protagoniste della vicenda due cugine, di 12 e 13 anni, che stavano trascorrendo alcuni giorni sulle colline casinesi, ospiti della nonna, e che giovedì erano andate a fare un bel giro in bicicletta, prima verso le borgate che circondano il capoluogo, e poi addentrandosi in alcuni sentieri boschivi.

Poi, verso le 18, si sono rese conto di non essere in grado di trovare la strada per rientrare. Racconta il responsabile della polizia municipale di Casina, l’ispettore Corrado Bernardi: «Le due ragazze hanno telefonato tramite cellulare, dicendo che erano in mezzo a un bosco, e che non riuscivano più a rientrare. Hanno detto che avevano imboccato questo sentiero in zona Montecastagneto-Onfiano, ma subito è stato piuttosto complesso capire di che zona parlassero». Nel frattempo si era messa in moto la macchina del soccorso, che ha coinvolto anche i carabinieri ma anche tanti residenti della zona, desiderosi di dare una mano.

Prosegue infatti Bernardi: «Siamo riusciti a capire che si trattava di una zona nei pressi di Giandeto, e dunque da qui sono partite le ricerche. Hanno collaborato molte persone con fuoristrada e moto, cacciatori, chiunque avesse la possibilità di percorrere i sentieri. Io insieme a Duca siamo scesi lungo un sentiero che poi va verso Pulpiano e altre borgate vicine a San Giovanni di Querciola, ma ormai credevo di essermi infilato in un vicolo cieco, perché siamo andati avanti per molto e non credevo che le due ragazze avessero potuto fare tanta strada. Poi, a un certo punto, in una zona dove la pioggia dei giorni scorsi aveva reso morbido il terreno, ho visto i segni delle ruote di bicicletta lasciati di recente». A quel punto Duca ha iniziato a correre avanti, «e dopo un po’ – conclude Bernardi – l’ho sentito abbaiare, segnale che aveva trovato qualcosa».

Bernardi ha sentito anche le ragazze che parlavano concitate, nella speranza che quel cane fosse il preludio dell’arrivo di qualche persona, e dopo pochi minuti così è stato. Le due sono apparse felicissime di vedere qualcuno, ma anche scosse dalla loro avventura: »Non la dimenticheremo mai» hanno detto a Bernardi, chiedendo poi informazioni sulle ricerche, con la preoccupazione di aver causato disagi e soprattutto di aver messo in pensiero la loro nonna. Le due ragazze, che sono originarie di una famiglia molto conosciuta a Casina, fortunatamente erano incolumi, solo molto stanche per la lunga strada fatta, e sporche, perché a un certo punto, vista anche l’impervietà del sentiero, avevano scelto di abbandonare le biciclette e risalire a piedi, nel tentativo di trovare qualcuno che potesse aiutarle a ritrovare la strada di casa. Le due ragazzine sono state individuate alle 21.30, tre ore e mezzo dopo l’allarme, ed è stato lo stesso Bernardi a informare gli altri del ritrovamento: all’arrivo a Giandeto, la tensione delle ore di ricerche si è sciolta in applausi all’arrivo delle ragazze.

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