Fiere, la perdita si allarga di 3,5 milioni nel 2013
Pesa il concordato: conti in rosso anche nel 2013 per Ref. Banche e soci pubblici hanno approvato all’unanimità il bilancio
REGGIO EMILIA
Il traguardo per il rilancio delle attività è ancora lontano e le fiere di Reggio hanno il fiato sempre più corto. A dirlo sono i conti presentati ieri da Ref (Reggio Emilia Fiere) - società schiacciata dai debiti e impegnata ora in un difficile concordato - che ha segnato un altra pesante perdita nel 2013. Il passivo messo a verbale davanti a soci privati e pubblici, è stato di ben 3,5 milioni di euro, dopo i 7,8 milioni del 2012. Fatte le debite somme si superano gli 11 milioni di euro di perdita nel biennio, cifra che ha notevolmente eroso il patrimonio netto di Ref, passato da 14,4 milioni di euro del 2012 agli 11 milioni dell’anno passato.
IL VIA LIBERA. All’assemblea tenuta nella sede del polo fieristico, a Mancasale, c’erano quasi tutti i soci di Ref, che hanno votato all’unanimità il bilancio 2013. A sedere attorno al tavolo si sono presentati il Comune di Reggio (con il sindaco Luca Vecchi), la Provincia (presente l’ormai vicepresidente Pierluigi Saccardi) e la Camera di Commercio. Insieme a loro le banche, sempre nella doppia vesti di azionisti e finanziatori. Oltre a questi anche Cna e Confesercenti, tutti compatti al momento del voto. «Abbiamo dovuto provvedere ad accantonamenti e alla svalutazione di alcuni fondi - dichiara il presidente di Ref, Paolo Lusenti - La gestione, di per se stessa, era in sostanziale pareggio. Ma l’attuale situazione, gravata anche dalla procedura concorsuale, ci impegna a mettere a bilancio stime prudenziali degli immobili, i cui valori sono stati adeguati a quelli attuali di mercato». Il patrimonio è stato confermato infatti attorno ai 24 milioni di euro, stesso livello del 2012. I ricavi si sono dimezzati nel giro di un anno (2,3 milioni di euro nel 2013) alimentati fortunatamente dall’affitto del ramo eventi pagato da FieRemilia, società creata e detenuta al 100% della Provincia di Reggio.
IL NODO DEI DEBITI. Il fattore tempo per la liquidazione del patrimonio immobiliare (sede fieristica di Mancasale e aree produttive a Cavola e Fora di Cavola) ha un suo peso. A dirlo l’alto valore dei debiti attuali, oltre 20 milioni di euro, cresciuti rispetto all’anno passato anche in ragione degli interessi passivi generati dai mutui ancora in essere. Nel 2013 gli oneri finanziari sono "costati" quasi 700mila euro. Il percorso tortuoso intrapreso da Ref, ha portato ad un accantonamento per rischi legati alle escussioni delle fidejussioni pari a 740 mila euro.
PRONTI A VENDERE. «Ci stiamo dando da fare e la vendita di alcuni terreni è già a buon punto» spiega Lusenti, che ha annunciato ieri l’avvio di nuove trattative per cedere le aree non necessarie all’attività fieristica. «I soldi confluiranno nel piano concordatario per pagare i nostri creditori. Ci serve ancora tempo ma il concordato è già stato omologato dal tribunale. Ora si tratta solo di portare avanti la fase liquidatoria».
IL CONTENZIOSO. Prosegue intanto la “guerra” a suon di carte bollate tra Ref e il Comune (azionista di riferimento della società), già venuto a galla nei mesi scorsi. Ref ha dovuto accantonare quasi 1 milione di euro in forza della richiesta da parte dell’amministrazione cittadina che contesta il mancato versamento dell’Ici (l’attuale Imu) negli anni che vanno dal 2008 al 2012. La questione è giunta davanti alla commissione tributaria regionale di Bologna, che dovrà decidere in merito. Tutto è partito dall’accatastamento dei capannoni di Mancasale in categoria D, storicamente accatastati nella categoria E. Quest’ultima non prevedeva l’assoggettamento all’Ici: con il cambio della categoria, invece, il Comune è andato a battere cassa, vedendosi negare il pagamento dell’imposta, vicenda finita ora davanti alla commissione.
