Gazzetta di Reggio

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«Più controlli sugli evasori e l’ufficio per l’Ambiente»

«Più controlli sugli evasori e l’ufficio per l’Ambiente»

Casalgrande: l’agenda del nuovo sindaco Alberto Vaccari per i prossimi anni che si scontra con i limiti del patto di stabilità: «Ora siamo un Comune virtuoso»

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CASALGRANDE. Un nuovo ufficio Ambiente, la massima severità sui controlli fiscali, le difficoltà burocratiche in cui sono invischiati spesso gli enti pubblici. E’ già bella piena l’agenda di Alberto Vaccari, nuovo sindaco di Casalgrande, che ieri ha festeggiato un mese esatto dall’insediamento dopo la vittoria alle elezioni a capo della lista di centro-sinistra.

«Siamo partiti subito, la giunta è stata ufficializzata rapidamente e lunedì 30 giugno ci sarà già il secondo consiglio comunale» – spiega Vaccari, impegnato in alcuni progetti per il futuro, come un ufficio Ambiente autonomo.

Avrete un nuovo ufficio dedicato all’ambiente, quindi?

«Sì, ci stiamo lavorando, l’obiettivo è arrivare a regime nel 2015, con due persone impiegate fisse nel settore. Per ora inizieremo con una sola».

Perché?

«Non possiamo inserire nuove persone per via del blocco delle assunzioni, uno dei tanti vincoli dell’amministrazione pubblica».

Lei era un imprenditore. Come cambiano le cose, da questo punto di vista, fra privato e pubblico?

«Moltissimo. Nella mia attività dovevo fare valutazioni economiche e di costi e benefici, e poi si poteva procedere, qui è molto diverso».

Eppure il bilancio è in ordine. E allora?

«Ci sono molti vincoli che impediscono di usare pienamente tutte le risorse, anche quando queste ci sono, come nel caso dell’ufficio ambiente».

O degli investimenti, legati al patto di stabilità?

«Esatto. Adesso come Comune virtuoso abbiamo chiesto alla Regione di sbloccare mezzo milione di euro rispetto al patto di stabilità, ne abbiamo il diritto e ci permetterebbe di avviare opere importanti per il territorio».

Altre novità su cui siete al lavoro?

«Una legata alle verifiche fiscali. Vorrei impostare un sistema informatizzato per cui sia possibile confrontare i dati dei vari uffici ed enti che si occupano del tema».

Il motivo?

«E’ una questione di trasparenza e correttezza. In Comune arrivano molte richieste, per esenzioni e riduzioni, e vogliamo poter valutare se c’è conformità fra le situazione descritte e la realtà».

Il tema è caldo. Ma verifiche così dettagliate non creeranno anche malumori fra gli abitanti?

«Questo, in parte, è inevitabile. Su cento controlli, ne usciranno venti in regola ma che verranno comunque messi in discussione. E capisco che possano esserne infastiditi. Ma se vogliamo trasparenza, severità e certezze dobbiamo lavorare in questa direzione».

Ha appena festeggiato i suoi primi trenta giorni da sindaco. Come è cambiata la sua vita?

«E’ sicuramente un ruolo di grande, grandissimo impegno, che occupa tantissimo tempo. Non più impegnativo della campagna elettorale, se fatta a tempo pieno come l’ho fatta io».

A casa la vedono ancora?

«Diciamo che non ho visto moltissimo mia moglie e i miei figli. Cerco di garantire la massima presenza in municipio, due volte a settimana, al lunedì e al giovedì, sono sempre a disposizione dei cittadini, su appuntamento».

Lei ha abbandonato il suo lavoro. Ha mai avuto paura del salto nel buio?

«No, non sono spaventato, era il momento comunque di interrompere quell’esperienza, se si ha fiducia in sé stessi non credo ci si debba preoccupare troppo».

Adriano Arati