Gazzetta di Reggio

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«Radioattività a Poiatica: già aperta un’inchiesta»

«Radioattività a Poiatica: già aperta un’inchiesta»

Carpineti: le dichiarazioni di Alessandro Davoli che ha presentato un esposto dopo nuovi controlli con due guardie ambientali: «Livelli pericolosi per l’uomo»

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CARPINETI. «La procura di Reggio Emilia ha aperto un’indagine sulla discarica di Poiatica». Lo annuncia Alessandro Davoli che, da mesi, sostiene la presenza di radioattività nel deposito. L’inchiesta, spiega «sarà condotta in prima persona dal procuratore capo Giorgio Grandinetti». La decisione della magistratura arriva dopo una deposizione dello stesso Davoli alla procura del 16 aprile scorso. Una testimonianza che seguiva una segnalazione di Davoli, dove parlava di «radioattività anomala, da me misurata lungo il perimetro e dentro la stessa discarica, durante tre diverse visite».

Il 22 giugno, poi, Davoli è tornato nella zona di Poiatica accompagnato da due guardie ecologiche volontarie per nuove rilevazioni, sempre utilizzando i propri strumenti. Il risultato: «Purtroppo, ho rilevato ancora radioattività anomala alla discarica di Poiatica».

«In diversi punti, a contatto del perimetro della discarica (l’accesso è sbarrato ai non addetti ai lavori), i valori dai 60-80 nano-Sievert/ora, fondo naturale della zona, sono saliti in veloce progressione a 190, 250, 280, 290 sino a 310 nano-Sievert/ora» – afferma Davoli. E aggiunge – «il limite massimo ammesso per la popolazione è stabilito in 114 nano-Sievert/ora (più fondo ambientale), quindi, in almeno cinque - sei zone il limite è abbondantemente superato! Oltre scatta la soglia per la quale può essere determinato un danno alla salute degli uomini». Inoltre «lo stesso valore massimo ammesso per l’esposizione, a norma di legge, vale per gli operai presenti in discarica, non essendo compresi nelle categorie A o B dei lavoratori professionalmente esposti». (adr.ar.)