Gazzetta di Reggio

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Ritirata la patente all’investitrice

di Elisa Pederzoli
Ritirata la patente all’investitrice

La 26enne che guidava l’auto non riesce a darsi pace per la tragedia accaduta in via Togliatti

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RUBIERA. E’ indagata per omicidio colposo e lesioni gravissime, la 26enne che mercoledì sera ha investito e ucciso il piccolo Salvatore Amato e ferito la madre e la sorella.

E come primo atto, le è stata ritirata la patente di guida.

La tragedia della famiglia Amato coincide con il suo dramma personale. Quello di una ragazza come tante: di origine albanese ma cittadina italiana a tutti gli effetti; una studentessa prossima a conseguire la laurea in Economia; impiegata per arrotondare in una birreria della zona. E sulle cui spalle ora grava il peso terribile di un incidente che ha mutilato una famiglia.

E’ sotto shock. Per due volte è stata costretta a chiedere aiuto ai medici: prima al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio, la sera stessa dell’incidente; poi, al Magati di Scandiano. Chi l’ha vista, racconta che fa ancora fatica a spiegare, a raccontare. Ancora non riesce a decifrare lei stessa quello che è successo mentre alla guida della sua Ford Fiesta stava percorrendo via Togliatti.

Non ci sono segni di frenata sull’asfalto. Ci sono solo quelli tracciati, diversi minuti dopo, dai carabinieri di Rubiera durante i rilievi della posizione dell’auto. A molto distanza dal punto dell’impatto.

Per chiarire quello che è successo, per capire come non sia riuscita a vedere la famiglia che attraversava la strada presto verrà sentita dai carabinieri, alla presenza del suo avvocato Romina Ferrari.

Le sue parole verranno messe al confronto con quegli unici due testimoni alla tragedia. E con quelle di Chiara Amato, l’altra figlia di Sandra Bonacini, che solo ieri ha saputo della morte del fratellino. E che ancora non ha potuto essere sentita dagli inquirenti.

Il magistrato chiederà una perizia tecnica per ricostruire la dinamica. Ma ancora si attende il risultato degli esami del sangue sulla 26enne. Quelli che dovranno chiarire quali erano le condizioni psicofisiche al momento dell’incidente: se aveva bevuto, se aveva assunto qualche sostanza.

Ma chi la conosce è certo che non ci sia niente di tutto questo. E che, solo per una terribile e fatale distrazione non si sia resa conto che Salvatore, mamma Sandra e Chiara stavano attraversando proprio quando lei stava arrivando. Su quella strada percorsa chissà quante volte, sempre alla stessa ora. Da lei, come dalla famiglia Amato.

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