Gazzetta di Reggio

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Scarpino non vota Caselli: «Ero in bagno»

Scarpino non vota Caselli: «Ero in bagno»

Il consigliere Pd assente nel momento dell’elezione della presidente del Consiglio comunale

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«Va bene, se vuole detto che ero in bagno, dico che ero in bagno. Ero in bagno, ero in bagno». Si dice sempre impegnato. E per due giorni non spiega perché, al momento del voto per la presidenza del Consiglio comunale, sia uscito dall’aula. Negli ambienti Pd, si mormora che Salvatore Scarpino, l’unico consigliere democratico al terzo mandato – il cui nome è finito anche nelle polemiche sui presunti brogli elettorali – abbia sperato fino all’ultimo di ottenere un posto d’onore in Sala Tricolore, a tal punto da candidarsi ufficialmente nella riunione del gruppo Pd, ottenendo però scarso consenso. Ma, fuori dalle voci di corridoio, quel che è certo è che Scarpino era assente quando è stata riconfermata Emanuela Caselli. Era uscito dall’aula. Misteriosamente. E, avvicinato per due giorni, dietro richiesta non spiega il motivo di questo gesto. «Devo scrive un ordine del giorno: ho presentato otto emendamenti – prova a divincolarsi dalla domanda – Se mi lascia stare, poi più tardi vediamo». Più tardi. Lo aveva detto anche il giorno prima. Ma perché tutto questo mistero? Sarà stato mica in bagno? Che poi non c’è niente da vergognarsi... «Va bene, se vuole detto che ero in bagno, dico che ero in bagno. Ero in bagno, ero in bagno». Sarà uscito per errore? Eppure era una delle poche possibilità di votare senza problemi, dal momento che il suo dispositivo elettronico è difettoso, mentre il voto per la presidenza avviene con un biglietto, a scrutinio segreto. «Uno non può andare in bagno?». Perchè è Scarpino il vero protagonista di questa due giorni di consiglio comunale. La sua firma anche su tutti gli emendamenti portati in aula dal Pd nella discussione sulla delibera per gli indirizzi di nomina della partecipare. E in molti, sempre nel Pd, si sono domandati il perché: proposte di modifiche del testo che sarebbero state portate senza passare precedentemente al vaglio del gruppo. Un gesto che non è passato inosservato. Ieri pomeriggio, infatti, in sala Tricolore per Scarpino c’è stato un gran confabulare con il capogruppo Pd, Andrea Capelli, che si è intrattenuto con lui per qualche decina di minuti, nel tentativo di capire il motivo all’origine degli emendamenti a sorpresa. Un tentativo fatto anche dal sindaco, Luca Vecchi, che ha portato Scarpino nel suo studio con lo scopo di vedere di persona il contenuto delle proposte di modifica che, a detta di altri consiglieri democratici, in realtà cambiano il testo della delibera più nella forma che nella sostanza. (e.spa.)