Soci alla finestra senza un piano industriale
FieRemilia chiude con un fatturato di 700mila euro. Saccardi: valutiamo l’aggregazione con altri poli
Il Comune tentenna e la Camera di Commercio non proferisce parola. I richiami lanciati a distanza ai soci pubblici dalla Provincia di Reggio - azionista della newco che ha preso in mano gli eventi fieristici reggiani dalla “vecchia” società ora in concordato - non sono stati ancora raccolti. Per mandare avanti FieRemilia servono soldi freschi ma i due enti rimasti per ora alla finestra vogliono prima vedere un piano industriale triennale. Passaggio cruciale che manca ancora, sul quale verranno calibrate le risorse da investire, il calendario dei prossimi anni e soprattutto le eventuali alleanze. FieRemilia, infatti, sta lavorando a regime ridotto, come di evince dal fatturato, che nel 2013 ha raggiunto i 700mila euro. «Posso assicurare che FieRemilia ce la sta mettendo tututa così come la sua amministratrice Maria Paglia» dice Pierluigi Saccardi, vicepresidente uscente della Provincia, che ha partecipato ieri all’assemblea dei soci di Ref. Pur di salvare l’attività fieristica, infatti, la Provincia ha messo sul piatto 14 milioni di euro, buona parte dei quali coperti con il pacchetto che detiene delle azioni Autobrennero. Una fetta residuale è stata messa in contanti, assicurando la benzina necessaria alla newco per organizzare gli eventi e pagare gli stipendi ai dipendenti. «La strategia di sviluppo non è ancora delineata - avverte Saccardi - dobbiamo valutare le risorse interne e le possibili alleanze che con altri poli. Per poter crescere nel tempo bisogna avere uno sguardo lungo. Siamo anche in attesa di sapere quale sarà l’idea progettuale della Regione Emilia-Romagna. Tutte le fiere stanno soffrendo e gli eventi importanti sono pochi. Bisogna pensare in grande e rilanciare il settore anche grazie alla mano pubblica, così come ha fatto la Provincia».
Proprio quest’ultimo ente ha terminato la sua vita “politica”: passerà in mano ai comuni reggiani, che verranno rappresentati in un’assemblea allargata, senza più giunta né politici di nomina. «Il patrimonio delle fiere che verrà rilevato dalla Provincia passerà di fatto in mano proprio a quest’organo di secondo livello - spiega Saccardi - In pratica, una volta terminata l’operazione di rilancio degli eventi e l’acquisto delle aree di Mancasale, tutto tornerà in mano ai nostri comuni, con grande vantaggio per le imprese e l’indotto economico». (e.l.t.)
