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Accertamenti pilotati all'Agenzia delle Entrate, altri casi sospetti

di Tiziano Soresina
Accertamenti pilotati all'Agenzia delle Entrate, altri casi sospetti

Pratiche anomale, strane cancellature, anche officine meccaniche “contattate” illegalmente: l’inchiesta Nottingham s’allarga

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REGGIO EMILIA

Pratiche anomale, strane cancellature, altri settori economici interessati (non solo, quindi, ristoranti e parrucchieri, ma anche officine meccaniche), sanzioni forse solo millantate o facilmente riducibili senza cadere nella tentazione della “bustarella” da consegnare a chi prometteva di mettere tutto a posto all’Agenzia delle Entrate. Insomma, a due settimane dal blitz nella sede dell’ufficio pubblico di via Borsellino, l’inchiesta pare proprio allargarsi, con il sospetto che qualcun altro interno all’ente possa c’entrare con questa brutta storia di pratiche “aggiustate” e mazzette, anche perché non è ancora chiaro a chi indaga da quanto tempo questo “meccanismo” andasse avanti.

E da quanto “filtra”, le nuove ipotesi investigative sono il frutto del lavoro congiunto (sui server sequestrati) dei carabinieri (coordinati dal pm Giulia Stignani) e dell’ufficio ispettivo dell’Agenzie delle Entrate (l’ufficio pubblico fin dal primo momento ha dato agli inquirenti la massima disponibilità affinché vengano individuati impiegati infedeli ed illeciti, difendendo così “l’onorabilità dei funzionari che operano quotidianamente con onesta ed impegno”). E in tal senso possono essere d’aiuto – per ricostruire il “quadro” – le segnalazioni di chi, interessato da accertamenti fiscali, è stato successivamente “contattato” in maniera illecita. Come ha specificato fin dal primo momento il colonnello Paolo Zito, comandante provinciale dei carabinieri «se qualcuno ha ricevuto pressioni o richieste di denaro, lo invitiamo a presentare denuncia».

Al momento sono sei gli indagati (di cui cinque raggiunti da misure restrittive): Attilio Riga, 41 anni, e Anna Maria Corsi, 70 anni: rispettivamente funzionario e funzionario in pensione dal 2009 dell'Agenzia delle Entrate. Ma nell'inchiesta ci sono anche altre tre persone: la dipendente degli stessi uffici Giovina Palazzo (55 anni), l'architetto e candidato alla poltrona di sindaco delle ultime Amministrative a Cavriago Gabriele Beltrami, 70 anni, e la moglie titolare dell'impresa edile Poledil di Reggio Vanna Montanari, 61 anni. C’è anche una straniera, indagata a piede libero. I reati che vengono contestati sono pesanti: si va dalla tentata induzione indebita a dare o promettere utilità (è un’ipotesi particolare di concussione), all'accesso indebito ai sistemi telematici, alla rivelazione del segreto d'ufficio. Gli investigatori parlano di una struttura, interna ed esterna all'Agenzia delle Entrate. E attribuiscono un ruolo chiave ad Anna Maria Costi, funzionaria della stessa Agenzia dal 1974 al 2009.

L'ex dipendente, infatti, nonostante fosse in pensione, poteva comunque contare su due "filoni" all'interno dell’ufficio pubblico: l'impiegata ora indagata Giovina Palazzo, ma soprattutto il funzionario a capo del team degli accertatori Attilio Riga. E' attraverso di loro che la funzionaria in pensione entrava indebitamente nel sistema informatico nell'Agenzia dell'Entrate protetto da misure di sicurezza, e otteneva informazioni sugli accertamenti nei confronti di alcune persone. Secondo quanto spiegato dagli inquirenti, i titolari del ristorante “Il gioco dell’oca” di Bagnolo avevano subìto un accertamento fiscale chiusosi con una sanzione. Nel febbraio scorso sono stati poi contattati da Beltrami che sapeva molte cose e sarebbe spuntata una richiesta di 10mila euro per “aggiustare” il tutto. I ristoratori vanno in caserma a denunciare la vicenda e lì parte l’inchiesta.

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