Gazzetta di Reggio

Reggio

Accoltellato senza motivo davanti al bar

Martina Riccò
Accoltellato senza motivo davanti al bar

Un 28enne di Campegine aggredito alle spalle e ferito alla nuca davanti al bar Sport da un 24enne

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CAMPEGINE

È seduto a un tavolino del Bar Sport, da solo. Ascolta la musica con gli auricolari, mangia patatine e beve una birra. Poco distante da lui, in un altro tavolino della distesa, tre amici si scambiano le ultime battute prima di andare a letto. È notte fonda, ormai, mancano pochi minuti all’una e mezza.

A un tratto il ragazzo con gli auricolari inizia a lanciare in alto le patatine. Come se scagliarle ovunque tranne che in bocca fosse la cosa più normale del mondo. Il barista lo vede, si arrabbia, gli dice di smetterla. Il clima si scalda. I tre amici decidono di andarsene prima che possa succedere qualcosa, e si alzano. Poi due di loro iniziano a correre. Uno scappa verso i campi, l’altro si dilegua tra le case, andando in direzione del centro. Il terzo amico, vedendo gli altri fuggire a gambe levate, li imita e senza sapere il perché inizia a correre.

Ma l’aggressore, ormai, gli è addosso. Lo afferra per le spalle, rallentando la sua corsa. Poi gli mette le mani intorno al collo e inizia a stringere. Sempre più forte. Il ragazzo cerca di staccare quelle mani strette a tenaglia, fa forza sulle dita dell’aggressore per aprirsi un varco e divincolarsi. E ce la fa. Libero, corre verso la sua automobile senza mai voltarsi, sale in macchina, sbatte la portiera, fa scattare la chiusura automatica.

E finalmente, da dietro il vetro, vede il volto del suo aggressore: è quel ragazzo con gli auricolari, che pochi minuti prima mangiava patatine e beveva birra seduto al tavolino del Bar Sport. Poi un colpo al parabrezza. Uno alla portiera. Un colpo allo specchietto. La furia dell’aggressore non si esaurisce. Ma il ragazzo, al sicuro nella sua automobile, mette in moto e lo lascia lì, nel curvone di via Amendola, a due passi dalla chiesa e dal municipio.

Solo quando ha messo abbastanza chilometri tra sé e il suo aggressore, il ragazzo si accorge di avere il collo bagnato. Si passa una mano sulla nuca, la guarda: è piena di sangue.

«Non mi ero accorto che quel tipo mi avesse tagliato – racconta il 28enne di cui, per ragioni di sicurezza, non facciamo il nome – invece quando mi è volato addosso deve averlo fatto. E la ferita era molto profonda: non smetteva più di sanguinare, all’ospedale mi hanno dato parecchi punti e adesso non ho più la sensibilità nell’orecchio destro e nella zona cervicale. Si vedeva che non era lucido: aveva un colorito strano, parlava da solo. Ma nessuno di noi l’aveva mai visto prima, e nessuno gli ha rivolto la parola. Non so perché abbia aggredito proprio me. Ieri sera, quando sono uscito, mi sono chiesto: e se lo rivedo? Se mi riconosce e mi aggredisce di nuovo?».

Così ieri il 28enne ha sporto denuncia nei confronti dell’aggressore, un 24enne di Caprara, ai carabinieri di Castelnovo Sotto e Campegine.