Frana di Vetto, petizione al ministro Lupi
Cittadini ed esercenti raccolgono firme: «Serve una soluzione definitiva per la provinciale 513»
VETTO. Hanno avviato una petizione, da inviare al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, i cittadini ed esercenti di Vetto, per cercare di ottenere risposte definitive, che vadano oltre alla rapida riapertura della strada (che resta comunque al momento l’obiettivo primario), per la provinciale 513 dell’Alta val d’Enza.
Una strada la cui importanza è sottolineata dal fatto che fino a non molti anni fa era di competenza statale. Scrivono i cittadini vettesi nella petizione: «Il 20 maggio 2014 si è riattivata la frana in località Cantoniera, che ha indotto la Provincia di Reggio a chiudere il transito, obbligando le auto a percorrere strade alternative di rimedio e i mezzi pesanti a percorrere la statale 63, già troppo trafficata e caotica. Dopo una riapertura brevissima, il 2 giugno la Sp513 è stata richiusa al traffico e da allora lo è sempre rimasta. Nonostante i solleciti effettuati dalla gente di Vetto e Ramiseto, soluzioni concrete non se ne sono viste e, anzi, le intenzioni degli enti chiamati in causa, espresse nell’incontro pubblico del 25 giugno con la popolazione locale, sono quelle di sollecitare una riapertura parziale con tempi molto lunghi, senza costruire opere strutturali e congiuntamente, di fare aprire nel Parmense la Sp17, soluzioni comunque non adeguate».
Concludono i cittadini: «Con questa petizione siamo a richiedere l’intervento del ministro Lupi, del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per la rapida costruzione di un’opera che finalmente, dopo cinque anni di disagio dato dalla frana, sia rispondente alla problematica verificatasi e definitiva, per evitare che la Val d’Enza sia isolata come è accaduto in questi giorni e per far sì che il tessuto imprenditoriale e sociale, con un’arteria stradale ben progettata e percorribile, si possa riprendere, e che sia dunque a favore di chi popola le aree interessate, che oggi, ancora più di prima sono in difficoltà. Speriamo – concludono – di dare, con una nuova strada, una boccata di aria fresca a un territorio fino ad ora mai oggetto degli interessi della politica locale, tenuto in posizione di subordine rispetto alla città e per questo da tanto tempo trascurato, soprattutto dal punto di vista della viabilità, della manutenzione del territorio e dell’investimento in grandi opere». (l.t.)
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