Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inchiesta sulla maxi frode

Gibertini: c’è la casa ma chi l’aiuta?

Gibertini: c’è la casa ma chi l’aiuta?

Moglie e familiari titubanti, resta bloccata la richiesta di domiciliari

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Fra le varie sfaccettature createsi nella maxi inchiesta sulle frodi fiscali, si è mosso “qualcosa” per Marco Gibertini, relativamente alla strategia difensiva tesa a tramutare la misura cautelare in carcere in arresti domiciliari.

I familiari avrebbero individuato alcuni appartamenti disponibili, ma resta il “nodo” di chi materialmente aiuterà il 48enne per le necessità essenziali, a partire dal cibo, previste dalla legge. Sinora nessun parente (l’anziana madre e le due sorelle) e nemmeno la moglie (che ha comunque incontrato il coniuge, pur avendo preso le distanze con atti concreti) si è fatto avanti, quindi resta l’impasse sulla richiesta al Riesame di arresti domiciliari (l’iniziale atto è stato ritirato giovedì). Fra l’altro per Gibertini la situazione carceraria non è cambiata anche se è stato trasferito nel carcere di Piacenza l’altro indagato (l’imprenditore 40enne Omar Costi)che dal 12 giugno era alla Pulce. Nel frattempo sono stati trasferiti nel carcere di Reggio altri due indagati (Piersandro Pregliasco e Marco Castaldi) che il pm Valentina Salvi intende interrogare, quindi per il volto tv è rimasto inalterato il divieto d’incontro con altri detenuti coinvolti nello stesso procedimento (tecnicamente è in isolamento giudiziario).