Gazzetta di Reggio

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Il “cuore verde” del paese ritorna all’antica bellezza

Il “cuore verde” del paese ritorna all’antica bellezza

Casina: serata di cultura e tradizione per festeggiare la fine dei lavori in Pineta La zona riqualificata grazie al lavoro dei volontari e del personale del Comune

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CASINA. E’ ufficialmente conclusa - ed è stata celebrata con una bella serata tra cultura, tradizione e territorio - la riqualificazione e valorizzazione della Pineta di Casina. Questo parco pubblico nel centro del paese, oasi di verde molto frequentata da famiglie e bambini, era da alcuni anni piuttosto trascurata.

Negli ultimi mesi proprio da parte di numerose famiglie, è stata sollecitata l’amministrazione comunale a mettervi mano, e la risposta è stata positiva ed immediata, anche perché da parte delle famiglie stesse era arrivata anche la disponibilità a darsi da fare in prima persona per collaborare ai lavori.

E così è stato: ciascuno per le proprie competenze, e con la costante collaborazione del personale del Comune, sono stati compiuti lavori di sistemazione e riordino del verde, è stato sistemato il campo da bocce coperto, ora trasformato in sala polivalente dove saranno proiettati i film del cineforum estivo, è stato sistemato e riaperto il piccolo chiosco-bar chiuso da anni.

Un piccolo gioiello riscoperto, verso il quale del resto l’affetto da parte dei cittadini non era mai venuto meno. Lo ha dimostrato la serata che ha di fatto segnato l’inaugurazione dell’area rinnovata: al centro c’è stata la presentazione del progetto “In t’la nudda”, una sorta di indagine sociale sul territorio dell’Appennino Reggiano mediante lo strumento della fotografia.

Un lavoro svolto con lentezza, in quasi due anni, tentando di coniugare la fotografia di reportage al linguaggio della ricerca artistica. Il risultato è un libro nel quale confluisce il lavoro di sette fotografi: un contributo alla lettura del territorio del nostro Appennino nella sua componente umana, spesso trascurata.

Autore del progetto è Giuseppe Boiardi, e il volume è edito da ABao Aqu, piccola casa editrice attenta al territorio montano e alle persone che lo abitano.

Ha spiegato Boiardi, introdotto da Emanuele Ferrari che collabora con Abao Aqu: «In realtà “in t’la nudda” è una espressione dialettale che indica le zone più alte, oltre il limite della vegetazione boschiva, quando la montagna diventa “nuda”. Può voler dire anche sul monte “Nuda”, insomma è il tentativo di evocare atmosfere non facili da percepire. L’idea del libro è quella di svolgere il lavoro con “lentezza”, una lentezza contrapposta alla accelerazione bulimica che la fotografia sta “subendo” negli ultimi anni, lentezza come strumento di comprensione dei fenomeni. In questo lavoro si vuole utilizzare il linguaggio fotografico della ricerca “artistica” applicato al reportage».

Una serata che è stata davvero molto apprezzata, e che segna l’inizio di una nuova storia per la pineta, arzilla novantenne (fu piantumata durante il ventennio) che ha davvero ancora tanto da dare. (l.t.)