In coro a Soragni: «La città non è marcia»
Le associazioni di categoria replicano alla consigliera M5S: «Toni troppo forti, ha esagerato»
«Una vera esagerazione». È unanime la reazione da parte delle associazioni di categorie rispetto a quanto denunciato dalla consigliera comunale M5S, Paola Soragni, che in Sala Tricolore non ha esitato a definire Reggio Emilia «una città marcia», in relazione alla costruzione di grandi opere, tra le quali la Mediopadana, al rapporto con l’Expo e alle recenti inchieste giudiziarie. Un giudizio – «sull’economia e sui valori della città» – subito stigmatizzato dagli esponenti della maggioranza Pd in consiglio, sul quale sono tornati alla carica anche i rappresentati delle associazioni di categoria. Come Matteo Alberini, responsabile economico per la Cgil, che a sua volta considera il parere di Soragni «eccessivamente drastico»: «Se fa un discorso generale sulle grandi opere si può anche discutere – afferma – ma relazionarle a Reggio mi sembra esagerato. Si può parlare dell’utilità di un Expo fatto in questo modo o della Tav Torino-Lione. Ma non si può generalizzare e, soprattutto, quando si dice che “Reggio è marcia” si usa un’espressione troppo forte». Per Roger Ganassi di Confesercenti, «la nostra città è ancora esempio di socialità come poche altre, tant’è che tutti gli elementi di valutazione della nostra provincia sul valore economico della coesione disegnano un territorio sano. Nella sua complessità, siamo ancora un tessuto economico sano. Non credo che si possano ricondurre questi giudizi a temi come l’Expo, che sono internazionali, in cui la nostra economia può trovare un’occasione per presentare al mondo le particolarità agrolimentari». Quanto alla Mediopadana, «gli interessi e l’impatto già avuti sul piano economico è positiva per il nostro territorio. Dal M5S sono andati giù troppo pesante». Era assente in consiglio nel giorno in cui Soragni ha lanciato le sue accuse all’economia cittadina, impegnata come presidente di Confcommercio in Puglia. Ma, smentendo le ipotesi di possibili dimissioni dal consiglio, anche Donatella Prampolini interviene nel dibattito, difendendo la Mediopadana e le grandi opere: «Non credo che le fondamenta dell’economia reggiana siano marce, ma bisogno trovare nuovi stimoli e nuove opportunità imprenditoriali». Sull’inchiesta Octopus, «mi auguro che la magistratura faccia il proprio mestiere accertando le responsabilità personali. Non penso che ci sia un tessuto marcio. Ma bisogna dare una svolta». Nell’occhio del ciclone, Soragni tuttavia non abbassa i toni. E rincara la dose: «Dal punto di vista economico e dei valori questa è una città marcia – afferma - è una città di facciata, dove all’apparenza deve sembrare che tutto vada bene, ma ci si rifiuta di guardare quali sono i veri problemi, come se tutto debba essere bello e sanabile. Mi auguro che lo sia, ma credo che ci sia un modo diverso di fare economia rispetto all’Expo e alla Mediopadana. È comoda, ma non risana l’economia, così come le grandi opere hanno fatto sempre gli interessi delle solite persone». La consigliera M5S si rifiuta di ammettere di aver utilizzato toni eccessivi: «Mancano valori di trasparenza, chiarezza, correttezza. Ci sono appalti dubbi, come quello della scuola Allende, le inchieste. Una città così ha le fondamenta marce, mentre deve essere una città per tutti». (e.spa.)
