La Uilm “vince” le elezioni alla Walvoil
Alle tute blu della Uil il 54% delle preferenze e 5 rappresentanti di fabbrica. Scialla: «Espugnata la roccaforte della Fiom»
È tempo di rinnovi tra le rappresentanze sindacali di fabbrica. Un test sulla tenuta dei propri iscritti per le categorie reggiane, metalmeccanici in testa, che pochi giorni fa hanno visto mettere a segno un “colpo” da parte della Uilm-Uil alla Walvoil di Reggio nei confronti della Fiom-Cgil. Quest’ultima sigla conta l’80% degli iscritti nell’azienda gioiello dell’oleodinamica - 800 dipendenti, 475 tra Reggio e Bibbiano, e 138 milioni di euro di fatturato consolidato nel 2012 - ma è passata da nove a cinque Rsu. Si tratta di lavoratori eletti dai colleghi quali rappresentanti sindacali interni.
A fare un vero e proprio exploit è stata invece la Uilm, passata da due a cinque rappresentanti grazie al 54% delle preferenze espresse dalle tute blu. «La Uilm raggiunge un risultato straordinario alla Walvoil, azienda leader nel settore oleodinamico e realtà questa, che con quattro stabilimenti ed oltre 800 addetti è fra le più importanti del territorio reggiano» dice trionfante Jacopo Scialla, segretario della categoria della Uil. «Alla Walvoil, una delle tante roccaforti della Fiom, il 29 maggio è stata aperta la fase elettorale per il rinnovo della rappresentanza sindacale unitaria - racconta Scialla – e dopo 3 giorni di votazioni all’interno di vari stabilimenti che hanno visto circa 500 lavoratori recarsi alle urne, è avvenuto lo spoglio dei voti a cura della commissione elettorale la quale, dopo quasi 3 ore, ha sancito la nostra vittoria. Abbiamo conquistato la maggioranza dei consensi espressi».
La Fiom, quindi, resta prima per numero di tessere ma va a pari merito con la Uilm per numero di sindacalisti di frabbrica, quelli chiamati poi al tavolo della concertazione con la proprietà dell’azienda. Un cambio di passo inatteso, dettato anche dagli strascichi sull’ultimo rinnovo del contratto aziendale. La Fiom aveva accettato un compromesso difficile con l’azienda: il patto prevedeva dieci minuti di pausa giornaliera sottratti però a quaranta ore annue di permesso prima destinate a ciascun lavoratore. Il contratto era passato lo scorso ottobre con la maggioranza risicata dei voti, spaccando in due la fabbrica sotto il profilo sindacale. Il malcontento del 45% dei lavoratori della Walvoil, che hanno votato contro o si sono astenuti, ha certamente avuto un ruolo nello spostamento delle preferenze. All’epoca del patto, la Uilm si era sfilata, lasciando sola la Fiom, che era andata avanti a spron battuto, legittimata poi da un referendum interno.
«Quello attuale è un risultato senza precedenti in Walvoil, anche perché dei cinque candidati più votati dai lavoratori, quattro appartengono alla lista Uilm - continua Scialla - A questo si aggiunge quello della Fonderia Gft di Mancasale, dove a seguito delle assemblee e delle votazioni dei lavoratori, abbiamo ricevuto il 70% delle preferenze aggiudicandoci tre delegati Rsu su quattro disponibili. Come minoranza ci siamo sempre proposti in maniera laica e riformista rimanendo sempre distanti ed imparziali dalle logiche dettate dai partiti e dalla politica. Ora raccogliamo i frutti».
