Gazzetta di Reggio

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L'EDITORIALE Reggio, laboratorio per un’Italia migliore

di Alessandro Moser
L'EDITORIALE Reggio, laboratorio per un’Italia migliore

ll saluto ai lettori dal direttore Alessandro Moser che dal 30 giugno lascia la direzione del nostro giornale. Al suo posto Paolo Cagnan

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REGGIO EMILIA. Lascio oggi la direzione della Gazzetta di Reggio per un nuovo incarico che mi ha affidato il nostro Editore, al quale va un grazie sincero per la fiducia che mi ha dato finora e che oggi mi conferma. Un grazie altrettanto sincero va a tutta la redazione della Gazzetta. Sono colleghi e persone speciali, tutti innamorati di questa città e di questa provincia: se il giornale ha fatto degli errori la responsabilità è solo mia, se ha fatto cose buone il merito è solo loro. E ringrazio soprattutto i lettori, questi straordinari reggiani la cui gentile serietà, la cordiale fermezza, non può lasciare indifferenti.

Sono stati - si sarà capito - due anni intensi ed entusiasmanti, che mi hanno arricchito professionalmente e umanamente. E che mi lasciano una convinzione sincera: che Reggio e il suo territorio possono essere davvero il laboratorio per un Italia migliore. Qui si trova un tessuto imprenditoriale di straordinaria qualità, che affronta le sfide di un mercato globale forte di una storia di eccellenza e di una tenace capacità di innovazione. Qui si trova una classe dirigente seria, pulita, attenta e che - lo abbiamo visto nelle ultime elezioni - sa rinnovarsi senza isterismi e senza demagogia. I tanti giovani sindaci che ho incrociato in questi due anni sono più che una speranza. Qui si trova davvero un welfare che non lascia indietro nessuno, senza paternalismi ma con senso di responsabilità e visione del futuro, supportato da uno straordinario arcipelago di associazioni di volontari. Qui si trova una vivissima attenzione alla cultura, che garantisce a tutti e su tutto il territorio occasioni di arricchimento personale.

Certo ci sono anche tanti problemi, è vero, come in tutte le ricche e civili province del nord Italia, scosse dalla crisi ma mai messe in ginocchio. Il lavoro dei giovani, il reddito degli anziani e quello dei lavoratori in cassa integrazione, la sicurezza e il rischio brutale dell'infiltrazione della criminalità organizzata, certi intrecci di potere spicciolo che si sono sedimentati e persistono in un’area opaca della vita pubblica, un rapporto da ridefinire con il mondo delle cooperative.

Ma la mia convinzione è che Reggio, nelle sue articolazioni istituzionali e civili, abbia un'acuta consapevolezza di questi problemi, anticorpi solidi per affrontarli, e quel robusto, fiero pragmatismo emiliano che porta a rimboccarsi le maniche invece che a lamentarsi. Il vero nemico è la rassegnazione e l'apatia, ma qui non ce n'è traccia. Insomma il lavoro, per un giornale aperto e curioso come è la Gazzetta non manca. E il collega Paolo Cagnan che arriva al mio posto, e al quale va il mio affettuoso "in bocca a lupo", è una garanzia.