Gazzetta di Reggio

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Tutino assessore anche in Provincia

di Evaristo Sparvieri
Tutino assessore anche in Provincia

Accetta di restare gratuitamente anche a Palazzo Allende per completare il Tmb. Ma è ancora caos sul futuro dell’ente

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«Ci ho pensato molto e ne ho parlato con il sindaco Vecchi. Ci sono due questioni in capo alla Provincia che riguardano anche il Comune: il completamento del progetto definitivo del Tmb e la ripubblicizzazione dell’acqua. Ma valuterò entro la fine di luglio, in relazione anche ai carichi di lavoro, se continuare il mio impegno in Provincia». Per ora non lascia: assessore provinciale all’Ambiente e, dal 21 giugno, anche assessore alle Infrastrutture del Comune. Un uomo solo per due incarichi: dopo l’ingresso nella giunta comunale, Mirko Tutino ha infatti deciso di continuare la propria esperienza anche nell’esecutivo di Palazzo Allende, ormai in dismissione dopo la scadenza del consiglio lo scorso 18 giugno. «Entro qualche settimana – spiega Tutino – dalla Conferenza dei servizi dovrà essere licenziato il progetto definitivo del Tmb. Se rimane in bilico si rischia di allungare oltremodo i tempi. E poi, in stretta attinenza con il Comune, sto seguendo il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua. Si tratta per la Provincia di un carico di lavoro in più che nessuno curerebbe. Resto quindi in una logica di servizio: non ci sono incompatibilità».

NESSUNA INCOMPATIBILITÀ.Ma si tratta davvero di un doppio incarico, di quelli da alimentare le solite polemiche da parte degli oppositori delle cosiddette doppie “poltrone”? Non proprio. Non solo perché, dopo la scadenza del consiglio, il ruolo di assessore provinciale all’Ambiente è senza stipendio, ovvero gratuito e volontario. Ma anche perché la riforma Delrio, che segna lo svuotamento degli enti provinciali, aprirà di fatto l’istituzione ad una situazione inedita, sdoganando proprio il “doppio incarico” come futura norma. A sedere tra i banchi del consiglio di Palazzo Allende, infatti, ci saranno solo sindaci. Ruolo ad esempio ora ricoperto da Ilenia Malavasi, al contempo assessore provinciale alla Scuola e neosindaco di Correggio, paradigma di quella che potrebbe essere di qui a breve la situazione codificata. «In questa fase non abbiamo alcun vantaggio – aggiunge Tutino – avevo accettato di continuare prima di entrare nella giunta comunale. Se serve, farò un passo indietro».

REBUS PALAZZO ALLENDE. Il passo indietro. Anche qui, tuttavia, si aprirebbe un nuovo capitolo, nel quale si aggiunge caos su caos. Per legge e per Statuto, infatti, se la giunta della Provincia – composta da otto assessori compresa Masini – scendesse sotto la soglia minima prevista di sei persone, scatterebbe subito il commissariamento. Soluzione che la presidente Masini finora ha cercato di evitare, anche in attesa di circolari attuative che definiscano meglio i compiti dell’ente. Un decreto fondamentale, che riguarda proprio le funzioni delle Province, è atteso per il 3 luglio. E solo lì si potrebbe capire meglio il destino dell’ente e delle persone che lo compongono. A partire proprio dagli assessori, che potrebbero inoltre trovarsi di fronte a possibili conflitti di interessi. Come Roberta Rivi, assessore all’Agricoltura, che dovrebbe tornare a lavorare per la Cia, la Confederazione italiana agricoltori.

OBIETTIVO TMB. E Tutino? Nella peggiore delle ipotesi, la riorganizzazione definitiva dell’ente provinciale, con l’elezione del nuovo consiglio di sindaci, è stata anticipata al 30 settembre. In questa data, quindi, la sua nomina volontaria in Provincia cadrebbe automaticamente. Ma, per il neoassessore comunale, nel mirino c’è soprattutto la Conferenza dei servizi per il Tmb, nella quale potrebbe arrivare l’ok dalla Regione all’impianto. Un via libera che aprirebbe la strada alla fase realizzativa del progetto. Assessore provinciale e comunale, da quel momento, potrebbero tranquillamente sovrapporsi. O meglio: non ci sarebbero urgenze per tematiche ambientali in capo alla Provincia. Troppi incarichi lo stesso? Per ora, Tutino qualcosa ha deciso di lasciarlo: il ruolo di referente regionale dell’area Civati. «Mi concentrerò soprattutto sul livello amministrativo», assicura. Con il carico di cose da fare, c’è da scommetterci.