Gazzetta di Reggio

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Ccpl, perdita shock da 100 milioni di euro

di Enrico Lorenzo Tidona
Ccpl, perdita shock da 100 milioni di euro

Oggi l’assemblea davanti ai soci. Maxi svalutazioni per ripulire i conti del gruppo industriale cooperativo e 50 milioni accantonati per il contenzioso Coopbox

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REGGIO EMILIA. Il Ccpl, gigante della cooperazione reggiana, cammina su piedi d’argilla. Dopo 110 anni di attività, il Consorzio Cooperativo di Produzione Lavoro presenterà oggi il bilancio più drammatico della sua storia. La perdita prevista nel documento contabile relativo all’esercizio 2013 - che verrà esposto ai soci durante l’attesa assemblea - si aggira sui 100 milioni di euro. Una cifra alla quale mancano ancora le virgole, ma che non si allontana dalla cruda realtà venuta a galla dopo la pulizia dei conti avviata dal nuovo amministratore delegato Lino Versace (nelle foto sotto) su mandato della Legacoop, che ha inaugurato così una nuova era, quella della trasparenza, chiesta a gran voce anche da banche, fornitori e sindacati.

Il passivo si può dividere in tre segmenti: uno relativo alla gestione industriale, uno alle svalutazioni delle controllate e l’altro all’accantonamento monstre da 50 milioni per una possibile sanzione alla Coopbox per presunte violazioni della legge europea sulla concorrenza.

LA PERDITA REALE. La contrazione dei fatturati registrata nella miriade di aziende controllate dal Ccpl, comporterebbe una perdita di gruppo compresa tra i 25 milioni e i 30 milioni di euro. Un dato già di per sé preoccupante, ma dettato da risultati relativi alla cosiddetta economia reale, quindi alla vendita di prodotti e servizi finiti. Un capitolo sul quale Ccpl non può far altro che rilanciare tramite innovazioni e recupero dei margini. Punto, quest’ultimo, strettamente legato al taglio dei costi sia operativi che del personale data la crisi economica generale, che non promette al momento una ripresa se non nel giro di un paio d’anni. Tutti problemi rimessi in mano al Ccpl, che esercita - non senza fatica - l’attività di capogruppo di una galassia multibusiness di aziende attive nel settore degli imballaggi, dei carburanti, delle energie rinnovabili, dei servizi alle imprese e dell’immobiliare.

IL FARDELLO GESTA. La diversificazione nel settore degli impianti e della gestione dei servizi calore avviata nel 2007 con l’acquisizione di Gesta spa, si sta rivelando complicata. La società prima in mano alla Orion di Cavriago - coop edile finita poi in concordato - doveva alleggerire i conti della consorella offrendo nuove opportunità industriali al Ccpl. Di fatto, però, Gesta è andata in perdita nel 2011 (-3 milioni) e nel 2012 (-8 milioni), contro un fatturato di 77 milioni e debiti di 54 milioni nei confronti dei fornitori, 30 verso le controllanti e acconti in sospeso per altri 70 milioni. Voci parlano addirittura di una cessione.

CONTI RIPULITI. Per tornare ad essere credibili con istituti bancari e mercati, il Ccpl targato Versace ha tracciato un profondo segno rispetto alla gestione dell’ex dominus del gruppo, Ivan Sonicini, che ha lasciato il posto a Versace. Un segno di discontinuità testimoniato dal coraggio sul versante contabile espresso nel bilancio del 2013, dove sono stati svalutati asset per circa 20 milioni di euro. Il valore di molte società controllate e delle proprietà immobiliari, infatti, è stato ricalibrato secondo i reali valori di mercato. Un boccone immenso da digerire nonostante le precedenti svalutazioni registrate tra il 2011 e il 2012.

LA GRANA COOPBOX. Il settore degli imballaggi per prodotti freschi è un presidio tenuto saldamente in mano dal Ccpl a livello europeo tramite la controllata Coopbox. Un’azienda sana sulla quale pesa, però, un’accusa mossa dalla Commissione Europea, che ipotizza la costituzione di un cartello tra imprese che avrebbe distorto il principio della concorrenza. Una vicenda partita con un accertamento ispettivo nel 2008 nella sede italiana e spagnola di Coopbox, sulla quale pende una sanzione potenzialamente devastante. Per questo il Ccpl ha deciso di creare un accantonamento di ben 50 milioni di euro a bilancio, in attesa di una pronuncia da parte dell’antitrust europeo. Nel settembre e nell’ottobre del 2012 erano state notificate, infatti, alle società interessate, le comunicazioni degli addebiti da parte della Commissione. Coopbox ha predisposto le proprie osservazioni con l’assistenza dei propri consulenti legali.