Gazzetta di Reggio

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il retroscena

Corsa per scongiurare procedure concorsuali

Corsa per scongiurare procedure concorsuali

Versace e il dg Imbriani vogliono evitare i ricorsi chiesti da Cmr, Orion, Unieco e Coopsette

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REGGIO. L’imperativo categorico espresso dal board del Ccpl è di evitare la strada del concordato. Uno strumento utilizzato a piene mani dalle quattro grandi cooperative reggiane di costruzioni Cmr, Orion, Unieco e Coopsette, le ultime due uscite dalle procedure con due piani di ristrutturazione del debito (ex articolo 182 bis). Visto il patrimonio di oltre 160 milioni di euro (dato del 2012) il Ccpl potrebbe gestire in piena autonomia il risanamento, grazie anche all’aiuto delle banche. Una strategia ben chiara nella testa dell’amministratore Lino Versace e del nuovo direttore generale Andrea Imbriani, ex manager della Marazzi, formatosi alla Bain Consulting. Versace si dice sicuro di avere la situazione sotto controllo. Certo è che la perdita del 2013 assottiglierà il patrimonio netto. Da oggi, quindi, verrà sancito l’anno zero anche per il Ccpl, a capo di una catena di controllo talmente ramificata che dovrà essere semplificata, proposta già mossa dall’ex capo Ivan Soncini, grazie alla suddivisione in business unit. Non è esclusa, poi, la dismissione delle attività a basso reddito. Una via d’uscita dal magma gestionale controllato dall'alto e rimasto per decenni nelle mani di pochi manager di riferimento. La svolta sarà effettiva da quest'anno, perché a volerci vedere chiaro, prima di tutto, sono le banche, che dovranno immancabilmente rifinanziare il sistema industriale del Ccpl. Il principio della trasparenza viene valutato a peso d’oro, comportando un risparmio negli oneri anche quando si parla di affidamenti bancari. Il contante, infatti, è ormai merce rara e le banche viaggiano col freno tirato per paura di venire commissariate dalle nuove e più stringenti norme sui controlli. Per questo, ormai, hanno diritto di parola anche nei cda delle coop. (e.l.t.)