I Monolith si aggiudicano il ventesimo premio Daolio
Cavriago: in piazza, per la finale, anche i Palco Numero Cinque e Le Mura di Mos Per la prima volta sul podio una canzone in inglese e nessun reggiano premiato
CAVRIAGO. Sono stati i Monolith ad aggiudicarsi la ventesima edizione del Premio Augusto Daolio, divenuto quasi un’istituzione nel valorizzare musicisti emergenti ancora senza contratto discografico.
La premiazione è avvenuta sabato sera, durante la Notte Bianca di Cavriago.
In finale erano arrivate tre band: oltre i Monolith (provenienti da Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena), c’erano i Palco Numero Cinque (da Budrio, in provincia di Bologna) e i carpigiani Le Mura di Mos. Ma i Monolith hanno conquistato la giuria con il brano “If” e per gli avversari non c’è stato più nulla da fare. Capacità di composizione e arrangiamento, infatti, sono state le carte vincenti del trio modenese, che è stato premiato sul palco di piazza Zanti daRosi Fantuzzi (la compagna di Augusto Daolio) e dal neosindaco Burani. Accanto a loro il tutor Arcangelo Kaba Cavazzuti – che in passato ha suonato con artisti del calibro di Vasco Rossi e dei Modena City Ramblers – che ha lavorato sodo con la band confezionando una performance molto efficace. Nei trenta minuti a disposizione i Monolith hanno anche dovuto reinterpretare “Sweet Jane”, il colosso rock di Lou Reed a cui quest’anno il Premio Daolio ha prestato particolare attenzione. La miglior live performance è stata invece quella dei bolognesi Palco Numero Cinque, che si sono aggiudicati il premio Giorgio Rizzo.
Guidati dal tutor Fabrizio Tavernelli, il gruppo ha suonato “Il cerchio quadra” e ha reinterpretato “Kill your sons” di Lou Reed.
Le Mura di Mos, la band di Carpi seguita da Jukka Reverberi (Giardini di Mirò), ha invece guadagnato il terzo posto. Il gruppo si è esibito davanti al pubblico e alla giuria con “Il primo giorno di primavera” e “Satellite of love” di Reed.
Ma le premiazioni del Daolio, quest’anno, non si sono fermate qui. Sempre durante la Notte Bianca sono infatti stati premiati i vincitori del Soundie’s Contest, il concorso votato da casa via Internet e creato per stimolare un approccio libero e aschematico nei confronti della musica. Tra tutti i concorrenti, il miglior video prodotto è stato quello dei Sine Munda.
Una menzione speciale alla creatività, infine, è stata dedicata a Enrico Fontanelli, il bassista e fondatore degli Offlaga Disco Pax. Sul palco della piazza Max Collini, alla presenza della compagna e del fratello Fabrizio, ha consegnato ai Biomassa (provenienti da Parma) un ricordo della carriera artistica di Enrico.
L’edizione numero venti del premio dedicato al compianto leader dei Nomadi, dunque, va in soffitta segnando due prime volte: quella della premiazione di una canzone scritta in lingua inglese e l’assenza di un gruppo reggiano in finale.
