Le banche confermano fidi per 60 milioni
L’accordo trovato nei giorni scorsi. Preoccupazione dei sindacati: tagli in vista tra i dipendenti
REGGIO. L’operazione verità messa in campo dall’ad Lino Versace è la conseguenza diretta di anni di magagne rimaste appannaggio dei manager del Ccpl. Trovare la quadra, quindi, non è stato certo facile. Il fatturato consolidato del 2012 era di 850 milioni di euro e le controllate dalla Ccpl spa - braccio operativo nella catena gestionale della coop - sono oltre 40: molte di più quelle partecipate in maniera indiretta. Numeri che fanno impallidire le grandi industrie italiane, così come l’attuale perdita, che sta facendo tremare i polsi a molti stakeholders.
Senza soldi freschi, però, la macchina si inceppa. Ecco perché, prima di presentare il bilancio, il colosso cooperativo ha trovato un accordo di massima con le banche finanziatrici. Il patto prevede la conferma di linee di credito pari a 60 milioni di euro per immettere liquidità nel sistema finanziario del gruppo industriale. Non si tratta certo di una cambiale in bianco: anzi, la coop è tenuta a rispettare termini e piani di rientro ben precisi, che verranno controllati con cadenze prestabilite in accordo con il folto ceto bancario, che attende ora una sforbiciata dei debiti. Quelli aggregati, nel 2012, raggiungevano i 190 milioni di euro, con un piano di rientro del 25% nel giro di tre anni. Il business plan è stato però rivisto, e verrà presentato ai soci, tra i quali Coopsette e Unieco, già impegnate in pesanti piani di ristrutturazione del debito. Al centro della manovra di riorganizzazione del Ccpl c’è il Ccfs, forziere della cooperazione reggiana, dal quale proviene proprio Versace. La società finanziaria si è già esposta per sostenere le altre coop in crisi, riducendo le riserve milionarie accumulate in tempi di vacche grasse.
Resta ancora da sciogliere il nodo esuberi, dei quali si è solo accennato negli incontri di questi giorni con i sindacati. I numeri attuali parlano di poche decine di lavoratori sul oltre 2mila, senza sapere però quale sarà la declinazione del piano e su quali aziende verrà fatto valere. Un punto centrale della difficile concertazione che verrà aperta non appena sarà definito nel dettaglio il futuro di un gruppo che conta aziende in tutta Italia e in Europa. (e.l.t.)
