Sala Tricolore, una delega per Rabitti
Seguirà da consigliera comunale i progetti su disabilità e città senza barriere. E ammette: “Ho rifiutato un posto in giunta”
REGGIO EMILIA. «Manterrò unicamente il mio ruolo da consigliera comunale e Luca Vecchi ha deciso di affidarmi la delega sulla disabilità e la città senza barriere. Lavorerò a fianco dell’assessore Matteo Sassi per portare avanti questo progetto specifico». Lo rende noto consigliera comunale Pd, Annalisa Rabitti, recordwoman alle ultime elezioni e a lungo data come probabile assessore in virtù del suo risultato elettorale. Voci mai smentite, che ora trovano una conferma proprio nelle parole di Rabitti, che ammette di essere stata contattata dal sindaco per un ruolo in giunta: un’offerta declinata, alla quale tuttavia ora è seguita l’assegnazione di una delega che Rabitti seguirà nelle vesti di consigliera.
«Quando mi sono candidata avevo deciso di spendermi per la mia città, ma non avevo previsto un risultato elettorale come quello che ho ottenuto - afferma - Per me è stata una decisione difficile sotto vari punti di vista. Da un lato, essendomi messa in gioco dal punto di vista politico, ritenevo che fosse un riconoscimento importante e ne pesavo tutto il valore. Spendermi per Reggio, dare il mio contributo, incidere su tematiche che ritengo importanti. Come potevo non sentire che era una opportunità da valutare? Dall’altro lato, un mio ingresso in giunta mi creava delle perplessità».
Tre, in particolare, gli ostacoli, di tipo familiare, professionale e politico: «Fare l’assessore per me vuole dire farlo a tempo pieno, ma ho una famiglia, sono una mamma e non posso pensare di fare due lavori – aggiunge Rabitti – Di conseguenza questa scelta mi avrebbe portata a lasciare il mio attuale lavoro in poche settimane, senza avere il tempo per formare una persona che seguisse determinate questioni con competenza. Credo sia più corretto partire da una esperienza amministrativa più piccola, farmi le ossa in consiglio comunale, capire come funziona un comune sul campo, per potere crescere e dare un contributo di valore e non improvvisato».
