Gazzetta di Reggio

Reggio

reggio

Un concerto d’archi alla riscoperta di Barocco e ’900

Un concerto d’archi alla riscoperta di Barocco e ’900

REGGIO. È stato un concerto denso di emozioni, quello di sabato sera in San Filippo. Due parti a specchio con due autori ciascuna, uno barocco ed uno del novecento, per un’ideale corrispondenza:...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO. È stato un concerto denso di emozioni, quello di sabato sera in San Filippo. Due parti a specchio con due autori ciascuna, uno barocco ed uno del novecento, per un’ideale corrispondenza: prima Torelli con Ravel e, dopo l’intervallo, Bach con Kodaly. Una scelta motivata quanto originale per i protagonisti, la violinista Viktoria Borissova ed il violoncellista Roberto Cima, in occasione del concerto della Far in San Filippo che, mentre prendeva forma, non hanno mancato di rivelare le loro solide qualità strumentali. Peculiarità ben in evidenza, che hanno permesso loro di dare ai brani un’interpretazione profonda, dimostrando le proprie caratteristiche strumentali e nel contempo un robusto affiatamento come duo. Da una parte la violinista agguerrita, capace di sfoderare un suono vaporoso e delicato come richiede il Concertino di Torelli, ma all’occorrenza appuntito e pronta a fiondare sciabolate. Questo per la Sonata di Ravel che sembra abbandonare le morbidezze dell’impressionismo, in favore di una nuova evidenza melodica e ritmica – talvolta quasi aspra – e soprattutto per il Duo op.7 di Kodaly, così sorprendente nel suo andamento irregolare tra reminiscenze neoclassiche ed insolite dimensioni sonore. Una scrittura spinta dunque, sia per Ravel che per Kodaly, introdotta quest’ultima da un Bach altrettanto audace, quello del Clavierunbug, suonato con la dovuta “severità”. Ciò non scalfiva l’estro strumentale della Borissova, controllato dal riflessivo violoncello di Cima che aveva tutto sotto controllo, per far emergere un unico arco espressivo atto a contenere due poetiche lontane eppur vicine come il barocco ed il novecento. Il successo meritato e confermato da applausi vigorosi, è stato corrisposto da una deliziosa perla firmata Astor Piazzolla, una breve melodia dal carattere struggente e malinconico che ha placato magicamente tutta la tensione creata in precedenza dalla gara infocata del Duo di Kodaly.

Giulia Bassi