Cassa in deroga, è caos per duemila reggiani
Allarme Cgil dopo l’annuncio del governo sulla mancata copertura di un miliardo Centinaia le imprese coinvolte, tra cui Newlat. In Regione siglato ieri un accordo
Circa duemila reggiani a rischio in centinaia di aziende, dalle piccole imprese fino a colossi come la Newlat e le Acciaierie di Rubiera. È l’allarme lanciato dalla Cgil provinciale dopo l’annuncio da parte del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sulla mancata copertura di una cifra pari a un miliardo di euro per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga.
Parole arrivate ieri come una doccia fredda, proprio in concomitanza con la scadenza degli ammortizzatori in deroga, ad aprire scenari che Vanna Gelosini, responsabile Mercato del lavoro della segreteria Cgil, definisce «inquietanti». Secondo dati Inps, al maggio 2014 il ricorso alla cassa in deroga nella nostra provincia è stato pari a un monte di 1.299.805 ore autorizzate.
«Finchè ci sono gli ammortizzatori in deroga, si può procedere con percorsi di sospensioni parziali di lavoratori – spiega Gelosini – Nel momento in cui invece vengono a mancare, le aziende si orientano invece direttamente verso i licenziamenti». Un quadro reso ancora più fosco dal fatto che la Regione ha realizzato le determine per la messa in pagamento della cassa in deroga dell’ultimo trimestre 2013 soltanto lo scorso 17 giugno. I primi sei mesi 2014, invece, non sono stati ancora pagati. E, nelle intenzioni del governo, eventuali finanziamenti a sostegno del reddito avrebbero comunque una durata massima di 8 mesi, limitando quindi ai soli mesi di luglio e agosto le richieste che arriverebbero da imprese che ne hanno già usufruito fino a ieri. Proprio ieri la giunta regionale, in extremis, è intervenuta con un accordo nel tavolo tecnico di monitoraggio degli ammortizzatori sociali. Il documento prende atto «del persistere della crisi che caratterizza il contesto economico regionale» e della lettera del ministero del Lavoro, che stabilisce che si possono sottoscrivere prestazione non oltre al prossimo 31 agosto. Di fatto, si dà l’ok a nuove prestazioni, con l’impegno che «qualora si verificassero problemi nell’applicazione della comunicazione ministeriale, gli oneri conseguenti non possano ricadere sulle imprese e sui lavoratori», e con l’ invito ad estendere la validità dei protocolli delle amministrazioni provinciali.
Entro 10 luglio, inoltre, sarà fissato un incontro tra i firmatari per effettuare una verifica della situazione anche in seguito al confronto, attualmente in corso, tra il Ministero del Lavoro e le Regioni e Province Autonome. Si tratta di una possibile boccata d’ossigeno per i 177 esuberi dichiarati dalla Newlat tra Reggio, Bologna e Lodi Newlat rappresentano un paradigma, come sottolinea Matteo Alberini, responsabile Economia Cgil.
«Non è un caso che di fronte al mancato rifinanziamento della cassa in deroga c’è stata una presa di posizione molto forte da parte dei governatori nella conferenza Stato-Regioni - aggiunge Alberini – I tavoli di crisi si riuniscono proprio nelle regioni. E Newlat, è un caso simbolo». Una partita, quella dell’ex Giglio, su cui anche il Comune proverà a fare la propria parte. Nell’agenda del sindaco, Luca Vecchi, è in programma un incontro conoscitivo con i sindacati entro la fine di questa settimana.
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