Ccpl, tagli ai compensi e ai posti dei dirigenti
Ieri l’assemblea: il costo degli amministratori è stato abbattuto del 75%. Licenziamenti in vista per i manager. Perdita ufficiale a 101 milioni di euro
Crisi nera, bilancio shock nel 2013 - Dalle banche fidi per 60 milioni - COOPSETTE Maxi perdita da 70 milioni
REGGIO EMILIA. Perdita record, patrimonio ai minimi e banche in fibrillazione. Il tentativo di resurrezione del colosso industriale cooperativo Ccpl è talmente arduo da essere già stato ribattezzato “Operazione Lazzaro”. Ieri, durante l’assemblea del bilancio 2013, i vertici hanno snocciolato le incredibili cifre venute a galla dopo la maxi operazione di pulizia dei conti messa a punto dal nuovo amministratore delegato Lino Versace. La perdita monstre è di 101 milioni di euro, il peggior rosso segnato nei decenni dalle coop rosse reggiane. A far data da ieri, è cominciato quindi un percorso di risalita industriale e razionalizzazione dei costi che toccherà prima di tutto i dirigenti del Ccpl, giudicati in eccesso rispetto alle esigenze gestionali. Per quanto riguarda il cda, invece, calerà la mannaia sui compensi, che verranno ridotti del 75% segnando - anche in questo caso - una svolta rispetto all’era di Ivan Soncini, storico amministratore uscito da poco di scena.
PROFONDO ROSSO. I ricavi incamerati dalle decine di imprese controllate dal Ccpl (Consorzio Cooperativo di Produzione Lavoro con 110 anni di storia) sono stati pari a 760 milioni di euro. Su questi pesa una perdita netta generata da un risultato operativo negativo per 27,7 milioni e da accantonamenti ai fondi rischi e oneri per circa 68,4 milioni. «I risultati dell’esercizio 2013 hanno reso necessario imprimere una accelerazione alla svolta strategica - scrive la coop in una nota - facendo segnare una forte discontinuità, come dimostrano le scelte adottate di adeguare il valore delle partecipazioni all’effettivo valore di mercato». La perdita ha fatto crollare il patrimonio del Ccpl, che è passato da 166 milioni a circa 60 milioni di euro.
IL CONTENZIOSO. La partita più complicata riguarda certamente Coopbox, controllata che produce imballaggi, alla quale è contestato di aver formato un cartello dei prezzi in Europa con società concorrenti per tenere alti i guadagni spartendosi poi il mercato. L’accusa è stata mossa dalla Commissione Europea e l’arrivo di una sanzione è già cosa certa. Si tratta di almeno 45 milioni di euro, livello minimo calcolato dallo studio Chiomenti di Milano su mandato del Ccpl. La stessa cifra è stata quindi accantonata allargando a dismisura la perdita di fine anno. In realtà, però, potrebbe essere maggiore. Sta di fatto che fino a pochi mesi fa, della sanzione c’era una flebile traccia nei bilanci senza però le cifre in chiaro. Versace, non senza mugugni da parte di alcuni manager, ha deciso di creare un fondo ad hoc in attesa di dicembre, quando dovrebbe arrivare la sanzione. Avendo collaborato - e quindi ammesso le sue colpe - Ccpl potrebbe ottenere uno sconto. La multa è stata portata in capo alla società madre per lasciare intatta Coopbox.
VECCHI SINDACO. I risultati del bilancio 2013 del Ccpl sono stati certificati, insieme all’intero bilancio che conserva le caratteristiche della continuità, dalla società di revisione Kpmg. Fino a poco tempo fa, nel collegio sindacale della coop c’era anche Luca Vecchi, sindaco di Reggio e commercialista attivo nel mondo cooperativo reggiano. A quanto sembra, Vecchi avrebbe abbandonato la carica di controllore dei conti del Ccpl, mantenendola in altre realtà del sistema.
IL PIANO. La perdita siglata ieri dai soci davanti al presidente del Ccpl Mauro Casoli (numero uno anche di Unieco) non è certo imputabile al solo 2013. Lo sanno bene le banche, con le quali c’è un accordo di massima per la conferma entro l’estate di circa 60 milioni di euro di crediti da riscadenziare, facendoli passare dal breve al medio lungo termine. Ossigeno sufficiente per arrivare intanto a fine anno in attesa di una più profonda riorganizzazione. Per ottenere il via libera dagli istituti di credito, il Ccpl deve vendere diversi asset per fare cassa e controbilanciare l’esposizione debitoria. «Le iniziative intraprese garantiranno la ordinaria continuità operativa del gruppo - assicurano dalla coop - L’obiettivo è la trasformazione di Ccpl in una holding di partecipazione a servizio del mondo cooperativo che prevede alcuni capisaldi fondamentali quali: una spiccata autonomia gestionale delle controllate, l’apertura della proprietà del gruppo a nuovi soci, l’integrazione con altri soggetti cooperativi».
CESSIONI: GESTA E NAMIRA A COOPSERVICE E CCFS. A dare una mano al Ccpl, sono ora Coopservice e il Ccfs. La prima, società che si occupa di facility management e servizi ospedalieri, si è già comprata Gesta, società che si occupa di impianti e gestione calore, presa in carico nel 2007 dal Ccpl per alleggerire i debiti della Orion di Cavriago. Ora il fardello Gesta, che conta una perdita nel 2013 nell’ordine dei 25 milioni di euro, passerà in mano alla Coopserivice di Roberto Olivi. La società, però, è stata fortemente svalutata e rappresenta un affare per Coopservice, che l’ha acquisita due mesi fa a prezzo di saldo. Stessa strategia seguita dal Ccfs, cassaforte del sistema cooperativo, che acquisirà Namira, fondo dentro il quale sono confluiti parte degli immobili e delle partecipazione del settore del Ccpl.
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