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L’investitrice viaggiava troppo veloce

di Tiziano Soresina
L’investitrice viaggiava troppo veloce

Primi risultati dei rilievi effettuati dai carabinieri. Sentita in ospedale la 19enne viva per miracolo

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RUBIERA. Cominciano ad arrivare sul tavolo del pm Valentina Salvi – che coordina le indagini dei carabinieri – i primi importanti accertamenti sulla tragedia che mercoledì sera ha distrutto la famiglia Amato.

I rilievi già eseguiti sul luogo dell’incidente “dicono” che la studentessa universitaria albanese 26enne stava spingendo troppo sull’acceleratore della sua Ford Fiesta quando ha investito mortalmente il piccolo Salvatore, riducendo in fin di vita anche la mamma del bimbo (la 42enne Sandra Bonacini) e per un miracolo ha solo “toccato” con esiti non devastanti la 19enne Chiara Amato. Sull’asfalto non vi sarebbero segni di frenata. Un eccesso di velocità che avrà un peso nell’inchiesta in cui l’investitrice è accusata di omicidio colposo, lesioni gravissime e lesioni gravi. Mentre mancano ancora gli esami clinici effettuati in ospedale sulla 26enne (utili per capire in che condizioni psicofisiche fosse al volante), sono già stati sentiti tre testimoni. In ospedale i carabinieri hanno raccolto la sofferta testimonianza di Chiara Amato: ha visto “volare” da una parte il fratellino e dall’altra la mamma. Raccolti anche i ricordi di altri due testimoni oculari dell’accaduto, rintracciati dai militari.

Solo più avanti verrà sentita dal pm Salvi l’automobilista indagata che ha nominato come avvocato difensore Romina Ferrari. La studentessa universitaria è ancora sotto shock, è disperata, non si dà pace per non aver visto mercoledì sera – intorno alle 22 – quelle tre persone che stavano tranquillamente attraversando sulle strisce via Togliatti.

Le è stata sequestrata la patente di guida, come pure l’auto. Gli inquirenti vogliono capire se alla base di questa tragedia vi possa essere una distrazione legata all’uso del telefonino da parte della giovane mentre era al volante. Un dubbio non ancora risolto con accertamenti mirati sui tabulati e sul telefonino stesso.

E’ probabile che la procura nomini un perito per ricostruire nei minini dettagli la dinamica di questa tragedia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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