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La Cia all’attacco del Governo: «Ha poco coraggio»

Critiche al ministro dell’agricoltura e alle Regioni nell’impostare la nuova programmazione della Politica agricola comune (Pac) per l’Italia di qui al 2020

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REGGIO. Critiche al ministro dell’agricoltura e alle Regioni nell’impostare la nuova programmazione della Politica agricola comune (Pac) per l’Italia di qui al 2020, sebbene per quanto riguarda la zootecnia da latte reggiana ed emiliana ci sono notizie positive. Critiche anche sull’impostazione dei Piani regionali, partendo dall’esempio dei Programmi di filiera che negli anni scorsi non sembrano aver colto nel segno. È la sintesi di quanto emerso nell’assemblea annuale della Cia di Reggio Emilia, chiusa dal presidente nazionale, Dino Scanavino, che ha espresso un giudizio polemico sull’operato di ministero e regioni, per le decisioni sui pagamenti diretti agli agricoltori, «specchio del poco coraggio e poca capacità di innovare usati». Secondo Scanavino, c’è stata una spartizione territoriale delle risorse senza criteri di innovazione che possano aiutare a crescere l’agricoltura più produttiva; in particolare i pagamenti “accoppiati” (legati cioè a particolari produzioni), sono stati dotati di risorse insufficienti, poi si è voluto accontentare un po’ tutti i settori, con il risultato dei soliti interventi “a pioggia” che saranno poco efficaci. All’assemblea, anche il presidente provinciale, Antenore Cervi.

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