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«Poiatica, fa allarmismo chi non ci dice la verità»

«Poiatica, fa allarmismo chi non ci dice la verità»

Carpineti: i comitati soddisfatti per l’apertura di un’inchiesta sulla discarica «Ma temiamo che a settembre la Regione confermerà il famoso sesto lotto»

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CARPINETI. «Allarmismo lo fa chi esclude dalla conoscenza delle cose, perché le persone si allarmano quando non sanno, non quando sanno». Rivendicano il loro lavoro i comitati Fermare la Discarica ed Ecologicamente, da anni impegnati per la chiusura della discarica di Poiatica.

Lo fanno commentando la notizia dell’apertura di un fascicolo da parte della procura di Reggio, arrivata in seguito alle dichiarazioni e ai test di Alessandro Davoli, che da mesi parla di tracce di radioattività sopra la norma nell’area della discarica carpinetana.

«Siamo molto contenti che finalmente la procura di Reggio abbia deciso di svolgere un'indagine – affermano i comitati – Non traiamo ancora conclusioni, sosteniamo però tutte le persone che oltre a noi pongono dubbi e riportano fatti, che si interessano a un problema grosso quanto due milioni di metri cubi di rifiuti, che non si voltano dall’altra parte, questi hanno la nostra ammirazione, per quel che conta».

È anche l’occasione per replicare ad alcune accuse: «Non vi fidate a scatola chiusa? “Fate allarme sociale” dicono. A volte risuona come una minaccia nemmeno troppo velata. Poiatica certamente ha molte verità, nessuna delle quali deve stare sepolta, solo questo chiediamo».

E ricordano alcuni dei temi di polemica, dagli odori fortissimi in un periodo ben preciso del 2013 ai timori per la salute alle presunte infiltrazioni mafiose: «Ricordiamo la vicenda di una ditta di Rossato Fortunato e proprio in questi giorni leggiamo il report 2014 di Legambiente sulle ecomafie, che parla di un grosso interesse da parte della mafia calabrese sul traffico di rifiuti nella Regione Emilia Romagna». «L’accusa di allarmismo – ribadiscono – la rivolgiamo a chi ci esclude dalla conoscenza delle cose, perché le persone si allarmano quando non sanno, non quando sanno».

I comitati sono ancora preoccupati per il futuro, per il piano regionale di gestione dei rifiuti, che verrà formalizzato a settembre, «dove temiamo verrà nonostante tutte le nostre manifestazioni, dibattiti, incontri, richieste (senza risposta) confermato il famoso sesto lotto». E quindi il prosieguo dell’attività.

Infine, un auspicio legato a una delibera di Atesir, l’Agenzia regionale per i servizi idrici e rifiuti, «che impone in sostanza di destinare i soldi del ristoro al recupero ambientale delle terre interessate dalla discarica».

Quindi, affermano, «se, come accaduto fino ad oggi, nessuna cifra ricevuta verrà utilizzata per risanare l’ambiente in prossimità di Poiatica, il Comune di competenza non riceverà più alcun importo su quel capitolato».

Una conferma dei loro timori, secondo i comitati: «Dal 2014 nessun ristoro ambientale per risanare bilanci comunali ma, come dice il termine stesso, per mitigare gli effetti sull'ambiente. Pena la decadenza del fondo. Perché ovviamente gli effetti ci sono».

Adriano Arati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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