Scritte fasciste sul muro del sottopasso
Casalgrande: un messaggio inneggiante a Mussolini e croci celtiche. La condanna del presidente del consiglio comunale
CASALGRANDE. Scritte fasciste nel sottopasso di Casalgrande appena inaugurato. Il nuovo passaggio ciclopedonale che collega il parco Amarcord con Dinazzano, inaugurato a maggio, ha vissuto un secondo “taglio del nastro” ben poco gradito: le parole “onore al duce” realizzate con una bomboletta di vernice nera nella parete laterale di cemento. A completare la “decorazione”, alcune croci celtiche, simboli antichissimi che dal ’900 sono legati all’immaginario nazista e più in generale a quello dell’estrema destra. Un vandalismo dall’impronta politica chiara, bollato come un «episodio vergognoso per un paese come Casalgrande» da Gabriele Torricelli, nuovo presidente del consiglio comunale casalgrandese.
Il problema è doppio. L’inneggiare al fascismo, da un lato, e il danneggiamento di un’opera pubblica fresca di completamento. Segnali, per Torricelli, di «come oggi sia sempre più assente dalle nostre vite il senso di comunità e di rispetto».
Oltre al problema politico, con «un fascismo di ritorno che purtroppo oggi viene abbracciato anche da alcuni (pochi per fortuna) giovani», va aggiunto al conto «la mancanza di rispetto per le opere di tutti. Ancora una volta un sottopassaggio è preso di mira dai vandali, che non hanno niente di meglio da fare che danneggiare ciò che è anche loro, semplicemente per il gusto di rovinare ciò che i cittadini hanno pagato e che utilizzano per migliorare i propri spostamenti», riflette il presidente consiliare.
La sgradevole scoperta della scritta “mussoliniana” e delle croci celtiche fa ragionare così Torricelli: «Una comunità non è solo un gruppo di persone che si ritrovano per caso a vivere vicine, una comunità è un gruppo di persone che decidono di collaborare, di aiutarsi, di rispettarsi, di creare insieme qualcosa che è ben più della somma di ciò che ciascuno può dare».
«E allora – prosegue – credo che per creare comunità si debba cercare di capire fin da subito perché a Casalgrande ci sono persone che decidono di imbrattare un muro di un sottopasso con una scritta inneggiante al fascismo».
Oltre che pensare a cosa «possiamo fare noi, noi tutti, politici e cittadini, per ritrovare sempre più il senso di quella “comunità” che oggi sembra mancare, per far sì che a Casalgrande e in tutta Italia si smetta di richiamare tempi bui per l’Italia e per il mondo come quelli della dittatura fascista».
Adriano Arati
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