Vini Igt, il marchio Emilia depositato negli Stati Uniti
Accolta la domanda del Consorzio costituito da produttori reggiani e modenesi Al momento negli Usa si vendono 20-22 milioni di bottiglie di Lambrusco all’anno
REGGIO. Il Consorzio di Tutela dei Vini Igt dell’Emilia ha ricevuto nel pomeriggio di ieri una importantissima comunicazione. Gli Stati Uniti hanno finalmente accolto la domanda di registrazione del marchio “Emilia” presentata dal consorzio, costituito fra i produttori di Reggio e di Modena e presieduto dal reggiano Davide Frascari e diretto dal modenese Ermi Bagni.
La registrazione ufficiale da parte dell’United States and Trademark Office, di fatto l’ufficio statunitense dei brevetti e dei marchi di fabbrica, l'organismo amministrativo incaricato di rilasciare i brevetti ed i marchi depositati negli Stati Uniti d'America, risale al 10 giugno scorso ed è catalogata al numero 4.545.990 della categoria numero 33 riservata ai vini.
C’è grande soddisfazione fra gli addetti ai lavori per la registrazione conquistata e che da oggi sarà molto importante per la valorizzazione delle nostre produzioni vitivinicole in uno dei mercati internazionali più interessanti per il Lambrusco.
Il nostro Lambrusco è già ampiamente affermato nel mercato americano e la sua qualità certamente riconosciuta dai consumatori. Non per questo è possibile dormire sugli allori.
«Ora sarà possibile salvaguardare - precisa il direttore Ermi Bagni - il lavoro delle imprese vinicole consorziate che da adesso potranno utilizzare in esclusiva la menzione “Emilia” nella presentazione dei vini ottenuti in base al disciplinare di produzione».
La registrazione del marchio premia l’impegno del Consorzio Tutela Vini Emilia nel salvaguardare il valore economico della denominazione di origine geografica “Emilia” e gli interessi generali della collettività e del territorio di origine nell’intento di garantire l’immagine del Lambrusco e tutelare le scelte del consumatore.
Al momento si stima una commercializzazione di 20-22 milioni di bottiglie di Lambrusco Emilia negli Stati Uniti ogni anno ed è per questo che la tutela del marchio è particolarmente importante.
«Non a caso - puntualizza soddisfatto il direttore Bagni - l’iter per ottenere questa registrazione è iniziato nel settembre 2012 per stoppare i tentativi di importanti gruppi industriali del Sud America che volevano depositare il nome “Emilia”, inteso come nome proprio di persona, per etichettare i vini di loro produzione tra cui non figura il Lambrusco».
«Oltretutto si consideri - prosegue il direttore del consorzio ed è questo che ci deve dare particolare soddisfazione - che per depositare un marchio negli Usa bisogna essere credibili e soprattutto è necessario dimostrare che il marchio è riconducibile a qualificate attività manifatturiere. Con la documentazione prodotta dalle aziende vinicole affiliate e al disciplinare di produzione dei vini Igt Emilia il Consorzio ha potuto dimostrare la diffusione commerciale del Lambrusco Emilia negli Usa e le attività promo-divulgative svolte in tal senso».
Di fatto il Lambrusco si merita tutto questo ed i produttori vogliono sempre più esserne all’altezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
