Gazzetta di Reggio

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Accoltella la moglie davanti al figlio piccolo

di Franco Dallasta
Accoltella la moglie davanti al figlio piccolo

L’omicidio è avvenuto il 18 giugno scorso in un paese del sud della Polonia dove Fermo Manzotti, 46 anni, di Arceto abitava con Teresa Misa, 32 anni

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SCANDIANO. «Un crimine orrendo, una scena raccapricciante, una tragedia familiare, un assassinio efferato avvenuto davanti agli occhi del figlio!» Questi solo alcuni dei titoli del giornali polacchi della regione di Rzeszów, nel sud-est del paese, a circa 200 chilometri da Cracovia, dove Fermo Manzotti, artigiano edile 46enne di Scandiano ha ucciso a coltellate la moglie 32enne polacca, Teresa Misa, davanti ad uno dei tre loro figli che era con loro in auto.

La tragedia è accaduta la mattina del 18 giugno scorso, in località Chmielowie, non lontano dalla città di Tarnobrzeg, nella regione della Pre-Carpazia, su una strada di campagna non lontano dal fiume Vistola (che attraversa, appunto, tutta la Polonia da sud a nord) ma la notizia è giunta soltanto ieri a Scandiano dopo che la polizia polacca ha contattato alcuni parenti di Manzotti. Tuttavia, nei giorni scorsi, i giornali locali hanno ricostruito la tragedia pur non potendo riferire i nomi della vittima e dell’omicida, perchè la legge polacca lo vieta fino alla conclusione delle indagini.

IL TESTIMONE. Ma la storia, stando alle testimonianze raccolte, ha risvolti raccapriccianti perchè l’unico testimone della tragedia sarebbe proprio uno dei figli che, dopo l’accaduto, è scappato ed avrebbe raccontato tutto alla sorella più grande. Poi la nonna ha chiamato i soccorsi e la polizia che, appunto, hanno trovato l’auto di Fermo Manzotti, una Opel Zafira, su una stradina di campagna, cone le porte aperte e con il corpo di Teresa Misa ormai senza vita all’interno, con la gola tagliata e, dicono, quasi decapitata. Poco più in là, riverso sulla riva ad un fossato, poi, c’era il marito italiano, Fermo Manzotti, sanguinante e semi incosciente, che aveva tentato il suicidio tagliandosi la gola forse con un coccio di bottiglia e anche le vene di un braccio.

LA RICOSTRUZIONE. A quel punto i soccorritori sono riusciti a trasportare Manzotti all’ospedale di Tarnobrzeg, dove è stato sottoposto ad un intervento chiururgico e sedato in coma farmacologico. Solo nei giorni scorsi, quindi, l’uomo è stato risvegliato dal coma ed ha potuto parlare con gli inquirenti anche se, pare, non ricorderebbe nulla dell’accaduto. L’unica cosa, quindi, che ha potuto fare, è stata quella di chiedere l’intervento dell’ambasciata italiana a Varsavia per l’assistenza diplomatica, mentre per l’assistenza legale, al momento, avrebbe a disposizione solo un avvocato d’ufficio.

Per gli inquirenti della polizia di Rzeszów, quindi, la ricostruzione di quanto accaduto in quelle prime ore del mattino del 18 giugno scorso, sono ancora tutte da chiarire, almeno fino a quando non sarà possibile raccogliere (se saranno considerate valide) le testimonianze del figlio piccolo che ha assistito alla scena prima di fuggire terrorizzato.

Sembra che Fermo Manzotti stesse accompagnando la moglie Teresa Misa nel negozio di alimentari di Chmielowie, dove la donna, da qualche mese, aveva finalmente trovato lavoro. Fermo e Teresa, che si erano sposati nel gennaio 2013 in Polonia, da allora abitavano nel vicino paese di Nowa Deba, a circa 20 chilometri da Chmielowie, e come ogni mattina lui l’accompagnava al lavoro. Quella mattina avevano preso con loro in anche uno dei figli, mentre le altre due figlie erano rimaste a casa con la nonna.

IL MOVENTE. Poi, all’improvviso, deve essere scoppiata l’ennesima lite tra l’uomo e la giovane moglie polacca sulle cui motivazioni, tuttavia, non vi sono certezze. Gli inquirenti polacchi pensano alla gelosia da parte di Fermo Manzotti nei confronti di Teresa, ma dicono anche – forse in base alle testimonianze raccolte dalla madre di Teresa – che lei avrebbe voluto “chiudere” definitivamente il rapporto a causa delle intemperanze di lui, alle prese anche con gravi problemi economici e psicologici. Una motivazione che contrasta, però, con le testimonianze di amici e parenti italiani che parlano, invece, di un amore cieco e assoluta di Teresa nei confronti di Fermo, anche se spesso afflitto da crisi depressive. Fatto sta, comunque, che quella mattina, invece di portare la moglie al lavoro, poco prima delle 7, Fermo ha svoltato per una stradina di campagna, ha afferrato un coltello o un punteruolo (l’arma del delitto non sarebbe ancora stata trovata) ed ha tagliato la gola alla moglie, davanti agli occhi del figlioletto, infierendo con violenza e colpendola molte volte. La polizia polacca afferma, addirittura, che la testa era «quasi staccata» dal collo e l’auto era piena di sangue. Poi Fermo Manzotti, avrebbe cercato di tagliarsi le vene di un polso e si sarebbe ferito alla gola, sembra, con un collo di bottiglia. Poi sarebbe sceso dall’auto lasciando una scia di sangue sulla strada, fino ad una casa nelle vicinanze dove avrebbe chiesto aiuto ma nessuno gli avrebbe aperto. Quindi è tornato vicino all’auto e si è accasciato sulla riva di un fossato. Il figlioletto, invece, era già fuggito, terrorizzato, ed avrebbe raccontato tutto alla sorella più grande che ha avvisato la nonna. Poi i soccorsi e la polizia sono arrivati sul posto ed hanno trovato una scena sconvolgente. Il bambino che ha assistito alla scena - ha raccontato la nonna materna ai giornali polacchi - «non dorme più la notte e continua a chiamare la mamma».

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