Gazzetta di Reggio

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Accusato di aver violentato la figliastra

di Elisa Pederzoli
Accusato di aver violentato la figliastra

Rubiera: patrigno a processo per presunti abusi su ragazzina 13enne. È imputato anche per i maltrattamenti al fratellino

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RUBIERA. Violenza sessuale aggravata nei confronti della figliastra,quando aveva appena 13 anni, e maltrattamenti sul fratellino di lei. Sono pesanti come macigni le accuse per un 53enne di Rubiera, per il quale ieri mattina è iniziato il processo.

I fatti che gli vengono contestati vanno dall’estate del 2006 a quella dell’anno dopo. E raccontano di morbose attenzioni nei confronti della figlia maggiore della moglie, quando quest’ultima era assente da casa: atti sessuali ai quali la ragazzina era costretta e che, secondo il pubblico ministero Maria Rita Pantani, la stessa a sua volta doveva rivolgere al marito della madre. Mentre il fratellino, che all’epoca dei fatti aveva 7 anni, doveva subire epiteti offensivi di ogni sorta, vessazioni fisiche e psicologiche, compreso il divieto di fare la doccia se non in giorni decisi dal patrigno.

Ieri mattina a essere sentite dal tribunale presieduto dal giudice Francesco Maria Caruso (a latere Dario De Luca e Alessandra Cardarelli) sono state l’ex moglie dell’uomo e l’ex suocera. E’ stata quella di quest’ultima la deposizione più difficile. In cui la donna ha negato di aver saputo quello che succedeva all’interno della casa della figlia, ma di essersi sempre rivolta ai carabinieri quando le presunte violenze sono venute a galla. Urlando poi, mentre usciva dall’aula, contro l’ex genero. Avrà sicuramente un peso l’episodio riferito da una vicina di casa: della volta in cui dalla finestra avrebbe visto il patrigno strusciarsi sulla ragazzina mentre lavavano l’auto. Anche il padre della ragazza ha testimoniato. Spiegando di aver aspettato, per la denuncia, che fosse la figlia a trovare la forza di parlare.

A contrapporsi alla verità dell’accusa c’è quella dell’uomo, difeso dagli avvocati Enrico Della Capanna e Helmut Bartolini, che si è sempre dichiarato innocente, respingendo ogni accusa.

Il processo, già da queste prime battute, si è giocato su un punto cruciale: il fatto che la denuncia delle violenze sia arrivata solo dopo quattro anni dai presunti abusi e dalle violenze e solo all’indomani della decisione della donna di uscire dalla casa coniugale, portandosi dietro i figli: quello che avrebbe subito i maltrattamenti e il figlio che nel frattempo era nato all’interno del matrimonio. La figlia già dal 2007 aveva lasciato casa, per andare a vivere con il padre naturale.

La prossima udienza è fissata per il 9 luglio, quando a essere sentito sarà lo stesso imputato. La figliastra (che si è costituita parte civile) era già stata sentita in incidente probatorio. Ma è probabile che presto venga riascoltata in aula.

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