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Assalto alla centrale: tutti a scoprire i «segreti dell’acqua»

Assalto alla centrale: tutti a scoprire i «segreti dell’acqua»

Tra la torre serbatoio e il museo interno, apprezzatissima l’apertura serale dell’impianto Iren di via Einstein

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E’ stata un successo, la prima vera apertura al pubblico in notturna della Centrale Reggio Est di Iren. Centinaia di persone di sono pazientemente messe in fila dopo il tramonto per visitare uno dei principali impianti del Gruppo Iren ed uno dei punti nodali della rete acquedottistica a servizio del Comune di Reggio Emilia. Gli organizzatori calcolano quasi duemila ingressi.

La Centrale Reggio Est con i suoi 10.000.000 di litri stoccati è uno dei due polmoni che permettono ai reggiani di compiere il facile gesto di aprire il proprio rubinetto e vedere l'acqua scorrere. L'altro polmone è la "storica" Centrale di via Gorizia. Insieme, riescono a stoccare oltre 20.000.000 di litri d'acqua per la sete e le attività dei reggiani.

I numeri possono sembrare enormi, ma bisogna pensare che ogni giorno gli abitanti di Reggio Emilia utilizzano oltre 40.000.000 di litri d'acqua. Da qui l'importanza di avere impianti efficienti, come Reggio Est e Via Gorizia, per garantire a tutti il servizio.

Completamente automatica, Reggio Est unisce alle soluzioni ingegneristiche e tecniche un ampio cortile e spazi accoglienti dedicati alla visita.

Da sempre è una centrale "aperta", visitata ogni anno da oltre mille studenti che possono usufruire di un'aula didattica, di un laboratorio e visitare il Museo che raccoglie 190 pezzi che raccontano lo svilupparsi del rapporto che lega i reggiani all'acqua, un percorso avvincente iniziato nel 1885 con il primo acquedotto Levi e che continua ancora oggi. E proiprio il museo è stato tra i momenti più apprezzati della serata. Lo storico ed archeologo Nicola Cassone ha approfondito la storia della centrale e i segreti dell'acqua.

Molto apprezzata anche la possibilità di salire sulla Torre Serbatoio, il punto più alto della città e vedere una Reggio Emilia davvero insolita. Da qui, ovviamente, sono state scattate molte foto: mandateci le vostre alla mail lettere.re@gazzettadireggio.it

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