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Esce dall’Opg e cerca di dirottare un bus

Esce dall’Opg e cerca di dirottare un bus

È successo all’autostazione di Ferrara, per il gip l’uomo deve rimanere in carcere perché è pericoloso

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Era uscito dall’Opg da appena tre giorni e ora è di nuovo ristretto, ma stavolta in carcere, il 54enne Antonio Morza l’uomo che lunedì mattina, alla autostazione di via Rampari San Paolo a Ferrara, ha tentato di dirottare un pullman della Tper. Poi, ha reagito ai carabinieri intervenuti per fermarlo e quindi ha creato caos anche in carcere.

Allo stesso giudice che lo interrogava e che gli chiedeva dove abitasse, ieri mattina ha continuato a rispondere: «Non sono affari suoi». Parole bizzarre come il suo gesto: voleva dirottare il pullman in partenza verso i Lidi e farsi portare a Bologna. Quando però l’autista gli ha risposto che non poteva farlo ha estratto un paio di forbici minacciandolo: «Se non mi porti dove voglio ti taglio i c... e ti ammazzo».

Con gran sangue freddo e tanto buon senso, l’autista lo ha gestito, tranquillizzato, a tal punto da riuscire a farlo scendere e poi chiudere le porte. «Ho fatto solo il mio dovere e sono stato fortunato» diceva ieri in attesa del processo per direttissima a carico dell’uomo che lo aveva minacciato.

Morza, dopo essere sceso dal bus, non si è dato per vinto e si è posto davanti al mezzo e ne impediva marcia e manovra. Per questo motivo, dopo aver creato caos e disagi è stato portato in caserma per accertamenti dove prima ha minacciato di morte gli stessi carabinieri, poi ha rotto una sedia della caserma lanciandola contro una porta.

E’ accusato di minaccia aggravata dall’utilizzo di un’arma, resistenza, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e porto di armi. L’uomo ha alle spalle una storia di disagi e precedenti penali: il 14 giugno era stato arrestato per furto a Bologna e messo ai domiciliari, ma il giorno stesso dell’udienza di convalida quando erano andati a prelevarlo per portarlo in tribunale, era evaso. Da qui la seconda contestazione, e poi una volta riarrestato venne trasferito prima in carcere e poi all'Opg di Reggio, mentre nel frattempo il tribunale del Riesame (cui aveva fatto ricorso il legale), lo aveva scarcerato (solo per il reato di furto) rimettendolo in libertà dall’Opg. Lunedì si trovava a Ferrara, non si sa per quale motivo e andava a Bologna - ha detto - per incassare dei soldi. Ora resterà in carcere perchè pericoloso: ma la sua pericolosità dovrà essere valutata il prossimo 22 luglio al processo.

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