I parenti: «È malato Da quindici giorni non avevamo notizie»
Fermo Manzotti era tornato in paese nel dicembre scorso «Ho avuto delle commesse importanti» ma non era vero
SCANDIANO. Da una quindicina di giorni non dava notizie di sé. Anche il “diario” sulle pagine Facebook di Fermo Manzotti e di Teresa Misa, sono “fermi” allo stesso giorno: il 15 giugno.
Lei ha postato una foto tratta dal link “Tra luce e oscurità” con le parole «La vita non è guardarsi indietro, ma rimboccarsi le maniche e andare avanti». E anche Fermo, pochi giorni prima, aveva postato la stessa frase del Dalai Lama «Dona a chi ami le ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere».
E poi tante fotografie dei loro bambini, del loro matrimonio, della loro vita a Nowa Deba, sui monti Carpazi che dalla Polonia scendono verso la Slovacchia. Panorami idilliaci di boschi di pini e di radure verdi intorno a case in stile chalet alpino che fanno pensare ad un mondo sereno, ad una famiglia serena e felice, ad un amore grande che riunisce mamma, papà e i tre bambini, un maschietto dagli occhioni grandi e furbetti, e due femmine, che sembrano delle bambole da mangiare di baci.
MALATTIA. E vedendo quelle immagini riesce impossibile credere che quel papà che fa le smorfie ai bambini, che li porta in giro per il giardino sulla motofalciatrice, che gioca insieme a loro con il cane Rocky, un mastino napoletano dal muso arcigno ma simpatico, un omone grande e pelato che assomiglia quasi a Shrek, sia improvvisamente diventato un orco vero, un mostro senza scrupoli che accoltella più volte la giovane moglie, madre dei suoi figli, quasi staccandole la testa dal corpo.
«E’ malato – dicono all’unisono i parenti – soffriva di depressione e in passato, dopo che era morto suo padre, aveva già tentato il suicidio almeno in due occasioni. Comunque, da almeno sei o sette anani – conferma la sorella Anna – non aveva più alcun rapporto con noi. Non siamo mai andate a casa sua perchè non voleva e non ci ha mai fatto nemmeno vedere le bambine».
Una condizione della sua famiglia quasi “maniacale” quella di Fermo Manzotti, forse erosa anche dal tarlo della gelosia nei confronti della giovane moglie polacca. Ma anche tra Teresa e i parenti di Fermo sembra che non corresse buon sangue, anche perchè qualcuno parla di lei come di «una che voleva arricchirsi alle spalle del povero Ivo prima, quando le faceva da badante, e di suo figlio Fermo poi, quando hanno deciso di vivere insieme».
ACCUSE TRA PARENTI. E ovviamente, chi ha riferito questa frase al cronista, non vuole che sia pubblicato il suo nome per non alimentare, probabilmente, una situazione di evidente attrito tra i parenti di Fermo Manzotti ma anche con i parenti di Teresa Misa che, stando alle interviste rilasciate ai giornali polacchi, non vedevano certo di buon occhio quell’italiano “senza arte né parte” che non riusciva più a trovare un lavoro per mantenere la moglie e i figli e che - dice la madre - Teresa voleva definitivamente lasciare chiedendo il divorzio.
Tutte ipotesi che, purtroppo, non serviranno a chiarire i motivi dell’omicidio compiuto il 18 giugno scorso non lontano dal paese in cui si erano sposati il 4 gennaio 2013, e dove si erano stabiliti nella casa dei genitori di Teresa.
DIFFICOLTA’. Ma sembra che la serenità di Fermo non sia durata a lungo perchè, come confermano anche i suoi amici ad Arceto, Manzotti e la sua famiglia tornavano spesso in Italia, specialmente in occasione delle festa natalizie e delle vacanze estive. L’ultima volta però, circa tre mesi fa, Fermo Manzotti era tornato a Scandiano da solo ed era andato ad abitare in un appartamento perchè la sua casa, in via Montefiorino, era già stata venduta mentre quella del padre Ivo risulta pignorata.
E questo confermerebbe anche le voci dei compaesani e degli inquirenti riportate dai giornali polacchi in base alle dichiarazioni dei suoceri, sulle “difficoltà economiche” di Manzotti, che invece vengono smentite dai parenti, anche se lo stesso Manzotti avrebbe in più occasioni mentito agli amici in merito alle sue condizioni economiche e sulle “commesse” che aveva ottenuto che gli avrebbero fatto guadagnare molti soldi. Alla fine un suo amico di Roma, non riuscendo più a mettersi in contatto con Fermo, ha telefonato a mezza Polonia, riuscendo finalmente a sapere dell’efferato gesto di Fermo. (f.d.)
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