Il Reggiano alla conquista dell’America
Il consorzio di tutela tra gli ospiti d’onore del Fancy Food Show che si è svolto a New York
Continuano ad aumentare i consumi di Reggiano nel Nord America. Nei primi tre mesi dell’anno si è registrato un +2,7% delle esportazioni negli Usa e un +12,7% nel Canada, in un quadro decisamente positivo delle esportazioni totali, che nello stesso periodo hanno fatto segnare un +4,8%.
Questi andamenti si inseriscono in uno scenario che vede il mercato Usa al primo posto dei mercati extra Ue, con il 16,4% dell`export, e al quarto posto nella classifica totale, immediatamente a ridosso dei maggiori mercati europei, con la Francia al primo posto (19,4%), seguita dal Regno Unito (17%) e dalla Germania (16,8%). È all’interno di questo quadro che il Consorzio del Parmigiano-Reggiano ha partecipato al Fancy Food Show di New York, la più importante fiera alimentare del nord America con oltre 20mila visitatori, 180mila prodotti e 2.400 espositori da più di 80 Paesi di tutto il mondo. Proprio da qui è venuta l’ulteriore conferma dell’importanza del mercato Usa per il Reggiano. «Il Parmigiano Reggiano – spiegano dal Consorzio di tutela - si è affermato negli Usa come una delle eccellenze della tradizione italiana soprattutto per due tratti distintivi: il fatto di essere un prodotto naturale e l’ampia gamma di stagionature. Un successo che trascina con sé anche quelle zone d’ombra rappresentate dalla diffusa presenza di casi di usurpazione del nome e dell’uso del termine “parmesan”, interdetto in Europa ma ammesso dalla legislazione americana». Un problema, quello delle denominazioni ingannevoli, «che finalmente sta per essere affrontato nei negoziati bilaterali tra Usa e Ue, nell’ambito dei quali chiediamo all’Unione Europea e al Governo italiano un’azione forte ed intransigente rispetto a fenomeni che vanno a discapito dei produttori e dei consumatori». Anche di questo il Consorzio ha parlato con il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, negli spazi del Fancy Food Show, dove l’ente di tutela ha incontrato le più importanti società d’importazione e di distribuzione. «In questa sede – osservano dal Consorzio – abbiamo definito nuovi accordi commerciali con primarie catene distributive del mercato nord-americano, che nei prossimi anni giocherà un ruolo rilevante ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di una quota di export pari al 50% sulla produzione».
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