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«Nuova» Provincia di Reggio Emilia, si voterà il 28 settembre

di Enrico Lorenzo Tidona
«Nuova» Provincia di Reggio Emilia, si voterà il 28 settembre

Ecco come si eleggerà il consiglio nel quale siederanno sindaci e consiglieri comunali, i soli chiamati alle urne

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REGGIO EMILIA. Il ministero dell’Interno rompe gli indugi e dopo mesi di rimpalli fissa al 28 settembre (nel testo della regolamento «suggerisce») la data per l’elezione della “nuova” Provincia di Reggio Emilia. Un evento storico, che non vedrà sfilare nelle urne semplici cittadini - esclusi dalla votazione - ma sindaci e consiglieri comunali chiamati ad esprimere le loro preferenze per eleggere il futuro presidente dell’ente e il consiglio provinciale. La nuova amministrazione, infatti, è frutto del decreto “taglia province” studiato dall’ex sindaco di Reggio Graziano Delrio, ora sottosegretario alla presidenza del governo Renzi.

POLITICI ALLE URNE. Il voto avverrà dalle 8 alle 20 del 28 settembre con un seggio unico allestito in Provincia. Per risparmiare sui compensi, la riforma prevede l’abolizione della rappresentanza politica prima eletta dai cittadini, che non dovranno quindi recarsi alle urne il 28 settembre. L’ente, infatti, diventerà un organo di secondo grado, diretto da amministratori già “stipendiati” in forza della nomina che detengono nei comuni di provenienza. Al vertice dell’ente sarà nominato un sindaco reggiano; in pole ci sono Giammaria Manghi, sindaco di Poviglio, e Andrea Tagliavini, primo cittadino di Quattro Castella. Ma il listino dei papabili non è ancora chiuso pur trattandosi di una questione tutta interna al Pd.

L’ASSEMBLEA. Data la popolazione (517mila abitanti), Reggio chiamerà al voto un “elettorato attivo” composto da 672 tra sindaci e consiglieri comunali pescati nei 45 comuni. Oltre al presidente, dovranno eleggere anche 12 persone che prenderanno posto nel nuovo consiglio provinciale. L’iter prevede la presentazione anche a Reggio di vere e proprie liste: da un minimo di 6 a un massimo di 12. Ogni lista dovrà essere sottoscritta da almeno 34 persone per poter essere giudicata ammissibile. Chi verrà candidato invece per la presidenza del consiglio, dovrà raccogliere almeno 101 firme.

PAGA LA PROVINCIA. Il costo dell’operazione voluta dalla riforma, sarà completamente a carico della Provincia stessa. Lo scrive il ministro Angelino Alfano nella nota introduttiva alla circolare 32/2014 protocollata il primo luglio dal ministero dell’Interno. «L’organizzazione concreta della consultazioni ed ogni onere finanziario correlato non possono che far capo all’ente territoriale interessato».

AL VIA I COMIZI. I politici di nomina dovevano restare fuori da Palazzo Allende, ma il regolamento prevede l’indizione di veri e propri comizi per l’elezione del futuro presidente e del consiglio. A indire i comizi sarà l’attuale presidente, Sonia Masini, con un provvedimento che dovrà essere emanato entro il 19 agosto. Inoltre, dovrà essere creato un ufficio elettorale sempre in Provincia per le operazioni di esame delle candidature, lo scrutinio e la proclamazione dei risultati. Tutti composti da dirigenti e dipendenti dell’amministrazione stessa. Il seggio elettorale dovrà essere composto da un dirigente o da un funzionario della Provincia che lo presiede, da quattro funzionari o impiegati di cui uno con funzioni di segretario. Una macchina operativa che dovrà essere pronta entro agosto.

UNA SOLA PREFERENZA. Per l’elezione dei consigli provinciali non è previsto il voto di lista. Pertanto l’elettore dovrà votare un solo candidato ricompreso in una delle liste scrivendone nome e cognome sulla riga tratteggiata posta in una posizione superiore nel riquadro della lista sopra il contrassegno che è in posizione defilata, in basso a destra. Il segno eventualmente apposto sul contrassegno di una delle liste non ha alcuna rilevanza. Il voto è annullato se espresso per due o più candidati compresi nelle liste.

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