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Worker Buy Out

Arbizzi, l’azienda “rilevata” dai dipendenti

Da srl ora è diventata una società cooperativa: i lavoratori sono soci che siedono nel cda

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Si chiama Arbizzi ed era una srl che si occupava di materiali da imballaggio. La sua particolarità? È il quinto esempio nella nostra provincia di Wbo, ovvero di Worker Buy Out, fenomeno attraverso il quale le aziende vengono acquisite dai propri dipendenti, diventando società cooperative. Ed è proprio quello che è successo in questi giorni all’Arbizzi, diventata ora una soc. coop. Nessun dissesto finanziario all’origine della scelta, ma soltanto la decisione della proprietà di “cedere” la ditta ai propri dipendenti, che ora pagheranno un affitto al ramo d’azienda. Un’operazione avviata grazie ad un capitale iniziale ottenuto attraverso CoopFond (il fondo mutualistico di Legacoop per la promozione delle nuove cooperative) e Cfi, società a partecipazione pubblica che vede come principale azionista il Ministero dello Sviluppo Economico, con lo scopo di aiutare l’autoimprenditorialità. I dipendenti ora sono diventati soci e partecipano all’assemblea e al cda, diventando imprenditori di se stessi. Sono in corso trattative per la definiva acquisizione del ramo d’azienda. Tra le novità introdotte, il salario variabile: una paga non più pari al 100% ma con un 80% garantito e il restante 20% ottenuto sulla base dei risultati. Ma non si tratta del primo wbo reggiano. Nella nostra provincia, infatti, ci sono anche la Art Lining soc. coop. di Sant’Ilario (che realizza interni per cravatte), la Gracelab soc. coop di Scandiano (attiva nella ceramica), la Textyle Service soc. coop. di Bibbiano (che opera nel controllo qualità tessuti) e la Infissi Design soc. coop. di Carpineti. (e.spa.)

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