Caso En.Cor, il sindaco blocca la prescrizione
Correggio: la Malavasi chiede di prorogare di 5 anni le eventuali responsabilità dei vecchi amministratori e di coloro che firmarono le lettere di patronage
CORREGGIO. Il Comune corre ai ripari contro eventuali ripercussioni del disastro En.Cor e, per non lasciarsi sfuggire la possibilità di rivalersi su eventuali colpevoli del tracollo dell’ex municipalizzata, mercoledì il nuovo sindaco Ilenia Malavasi ha firmato un atto che permetterà – qualora venisse accertato un reale danno – di chiamare in causa, per altri cinque anni, le responsabilità dei vecchi amministratori e tutti i soggetti che, a suo tempo, avevano firmato le lettere di patronage nei confronti delle banche.
Un atto che non vuole essere una “spada di Damocle” nei confronti dell’ex sindaco Marzio Iotti, della sua giunta e dei vecchi consiglieri comunali, ma solo un modo per prendersi tutto il tempo di visionare le carte, capire cosa sia realmente accaduto, attendere eventuali sviluppi del fallimento di En.Cor e dotare il Comune di una sorta di “paracadute” in caso di condanna al pagamento dei mutui contratti con le banche.
Si torna così a parlare delle lettere di patronage, le garanzie fornite dal Comune alle banche a favore di En.Cor, che pendono sul palazzo comunale con un debito di quasi 30 milioni di euro. Per non perdere dunque la possibilità di rifarsi su chi ha firmato queste garanzie alle banche, il sindaco – sollecitato anche al primo consiglio comunale dal consigliere del Centrodestra Gianluca Nicolini – ha firmato un documento che blocca la prescrizione. Secondo il Tuel (testo unico enti locali) c’era tempo fino al 14 luglio – sottoscrizione della prima lettera di patronage, le altre sono state sottoscritte a settembre e dicembre – per impedire che le responsabilità patrimoniali degli amministratori o di tutti i soggetti coinvolti andassero per sempre perdute. L’articolo 93 del testo unico degli enti locali relativo alla responsabilità patrimoniale di amministratori e personale dice, infatti, che «l’azione di responsabilità si prescrive in cinque anni dalla commissione del fatto» e ciò significa che, anche se si verificasse reato, decadrebbe la possibilità di rifarsi sui vecchi protagonisti del disastro En.Cor.
Ora non si sa se la mossa della Malavasi avrà un lieto fine (la sua “domanda”, infatti, dovrà trovare accoglimento) ma questo, almeno, ha permesso al Comune di mettere le mani avanti, qualunque sia la conclusione di quella che sarà una lunga battaglia legale con le banche che hanno finanziato l’ex società energetica comunale venduta agli svizzeri e fallita all’inizio del 2014: la Banca Popolare di San Felice 1893 ha citato il Comune per un debito di quasi 11 milioni di euro, la Bnl Spa ha chiesto 13.552.250 euro. E all’appello manca ancora il Banco Popolare, che vanta un credito di 9,6 milioni di euro. (s.p.)
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