«Il cantiere danneggerà sia il Dolo sia il turismo»
Toano: il comitato dei cittadini punta il dito contro il nuovo progetto idroelettrico Richiesto l’intervento dell’Arpa per verificare che i lavori in corso siano regolari
TOANO. «L’alveo del torrente Dolo è oggetto di una vera e propria devastazione, con cantieri che riguardano quasi nove chilometri complessivi e servono per realizzare nuove centraline e condutture elettriche. Questi sono i progetti che valorizzano le risorse locali, tema di cui spesso gli amministratori si riempiono la bocca? Ci appelliamo ai cittadini perché vengano a vedere cosa sta succedendo sul Dolo, spiegarlo a parole è quasi impossibile».
È con queste parole che il Comitato spontaneo per la difesa dei fiumi e del torrente Dolo, riversa tutta la sua frustrazione e la sua rabbia. Se l’associazione torna a criticare pesantemente questo progetto – controverso fin dal suo avvio dato che la stessa Enel ne chiese una revisione nel 2013 e il comitato si dichiarò contrario fin dall’inizio della realizzazione – il motivo è da ricercare nella nuova centrale idroelettrica.
La struttura sfrutterà l’acqua rilasciata dalla centrale storica di Farneta (nel comune di Montefiorino) e realizzerà ulteriore energia incanalando l’acqua in una nuova conduttura di circa sei chilometri di lunghezza, in territorio toanese, arrivando poi fino a Cerredolo.
«Il cantiere si estende sul torrente Dolo dal Pioppeto di Cerredolo, famoso perché teatro di innumerevoli feste fin dagli anni settanta, alla presa delle acque vicino alla centrale di Farneta – spiega il comitato in una nota – chi venisse a visitare la zona potrà prendere coscienza dell’impatto territoriale di questo progetto, la devastazione ambientale e il degrado che apporta al territorio. Il paese di Cerredolo è stato attraversato da due tipi di scavi: uno della Centrale realizzata dalla Cev di Padova, lungo circa sei chilometri, e l’altro che attraversa in senso verticale una borgata, la Guarana, e che attraverso altri tre chilometri circa di tubi dovrebbe portare l’energia sviluppata all’apice della collina di Massa di Toano».
«Questi ultimi scavi – prosegue la nota – sono stati effettuati a pochi centimetri da alcune abitazioni, una in modo particolare che rimane coinvolta su due lati, e riguardano un elettrocondotto presumibilmente ad alta tensione. In questa borgata preesistevano già situazioni idrogeologiche allarmanti come il fosso Rio della Fiora, che pare abbiano dato notevoli problemi, e proprio in prossimità del ponte le tubazioni hanno avuto un posizionamento particolare. Abbiamo chiesto ad Arpa, e pare che anche altri cittadini abbiano fatto singolarmente tale richiesta, un controllo sulla profondità d’installazione della condotta e sulla distanza dalle abitazioni, e, inoltre, delucidazioni sull’inquinamento elettromagnetico. Ci auguriamo che le risposte, ma soprattutto il controllo, avvengano prima della messa in funzione, perché darle dopo non avrebbe alcun senso logico. Ribadiamo che il nostro territorio ha bisogno di reintegro, in questo momento di durezze, e di uno sviluppo adeguato per incrementare turismo ed occupazione».
Concludono, infine, glie sponenti del comitato: «Tra l’altro questo cantiere, fatto tutto insieme e non per stralci, viene portato avanti in piena estate: cerredolesi e turisti sono stati sfrattati dal fresco delle acque del torrente. L’amministrazione ha appoggiato il progetto adducendo motivazioni come lo sviluppo di posti di lavoro: ma quanti residenti sono stati chiamati come forza lavoro in questa opera? Qui lavorano un paio d’imprese addirittura extra regionali«. (l.t.)
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