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«Minacciati di morte per il parcheggio»

di Tiziano Soresina
«Minacciati di morte per il parcheggio»

Un anno fa gli spari a San Polo, ora le accuse dei Bevilacqua portano sotto processo i Govi che replicano: «Dicono falsità»

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SAN POLO. E’ trascorso oltre un anno dalle “frizioni” fra le famiglie Govi e Bevilacqua per il parcheggio di via Martiri della Bettola su cui si affacciavano le rispettive attività (una torneria e un forno-pizzeria) e che solo per un miracolo non sono sfociate nel sangue.

Ma come s’è constatato ieri mattina – in tribunale a Reggio – l’animosità è rimasta alta, nonostante che per quegli spari (all’artigiano Luigi Govi) il 36enne Antonio Bevilacqua sia già stato condannato, in primo grado, a 6 anni di reclusione (che sta scontando in cella) per tentato omicidio. Stavolta sono i coniugi Govi – l’artigiano 56enne e la moglie 51enne Arianna Bazzoni – a finire sotto processo sia per esercizio arbitrario delle proprie ragioni (ritenendo ingiusto che i clienti del panificio-pizzeria continuassero a mettere l’auto nella loro porzione di parcheggio, invece di rivolgersi ad un giudice avrebbero aggredito i clienti stessi), sia per le minacce alla famiglia Bevilacqua (madre e due figli, che si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Costantino Diana) piuttosto esplicite come ha ricostruito la procura: «Chiamiamo tutti i dominicani e vi facciamo ammazzare e vi facciamo sparire». Trasferito dal carcere, ma poi subito fatto rientrare dagli agenti penitenziari una volta che ha testimoniato per evitare guai in aula, Antonio Bevilacqua ha rincarato la dose delle accuse: «Terrorizzavano i nostri clienti per i parcheggi – ha detto – li fotografavano e li mandavano via, soprattutto il sabato e la domenica, cioè quando avevamo più lavoro. Dicevano di volere 150mila euro, per quei parcheggi, perché erano loro. Siamo stati costretti a chiudere l’attività». Parole che hanno suscitato l’evidente insofferenza dei coniugi Govi seduti in prima fila, a fianco dell’avvocato difensore Vainer Burani. «Se fate altri commenti vi mando fuori!» ha tuonato il pm Laura Piemonti, infastidito dalle reazioni degli imputati.

Sono stati sentiti anche l’altro fratello (Giuseppe Bevilacqua), la madre Concettina Parrotta (ha detto d’essere stata picchiata dalla Bazzoni) e un cliente del panificio-pizzeria. Poi il rinvio a metà febbraio per un’altra tornata di testimonianze. Fuori dall’aula i due imputati hanno voluto però subito replicare alle accuse: «Hanno detto solo falsità – quasi urlano marito e moglie – non abbiamo picchiato nessuno. Siamo disperati, dal 30 settembre la torneria l’abbiamo dovuta chiudere e non abbiamo più un soldo, ci devono ancora pagare i 15mila euro della provvisionale decretata nel processo per il tentato omicidio». Govi ha avuto delle complicazioni alla mano destra ferita ed è stato nuovamente operato, la moglie è invalida all’85%. Anche per questi aspetti la tensione non cala.

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