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cronaca

Gibertini, domiciliari a casa di un amico

Fuori dalla Pulce dopo 22 giorni di carcerazione. La moglie e una sorella provvedono quotidianamente a portargli i pasti


05 luglio 2014


REGGIO EMILIA. Dopo 22 giorni in carcere, il volto tv Marco Gibertini è uscito ieri nel tardo pomeriggio dalla Pulce: ha ottenuto gli arresti domiciliari, come richiesto dall’avvocato difensore Liborio Cataliotti.

Il 48enne è considerato una delle figure-chiave dell’inchiesta sulle fatture fasulle da ben 33 milioni di euro. La decisione è stata presa dal gip Angela Baraldi, anche sulla base del parere favorevole dato dal pm Valentina Salvi che ha “premiato” l’ampia collaborazione data da Gibertini il 21 giugno nelle cinque ore d’interrogatorio in procura.

Sofferto, per la difesa, l’approdo a questa richiesta di arresti domiciliari. I familiari di Gibertini sono rimasti, a lungo, titubanti sull’accoglierlo in casa, finché negli ultimi giorni la situazione s’è sbloccata grazie all’appartamentino messo a disposizione – in comodato gratuito – da un imprenditore edile amico dell’indagato. Alcuni amici si faranno carico delle spese vive (a partire dal pagamento delle utenze), la moglie e una sorella (cioè i due familiari che erano stati autorizzati per i colloqui in carcere) porteranno ogni giorno il cibo ed eventuali medicine al 48enne che non può avere contatti con altre persone al di fuori dei citati due familiari ed ovviamente del difensore.

Ieri, intorno alle 18.30, l’uscita dal carcere e il trasferimento nella casa degli arresti domiciliari. E’ un Gibertini provato quello uscito di cella, sembrano lontanissimi i tempi in cui, ogni settimana, presentava con verve e in giacca e cravatta d’ordinanza un programma su Telereggio. «Non è stato facile – commenta l’avvocato Cataliotti – comunque il tutto si è risolto in tempi brevi. Gibertini rimane a disposizione degli inquirenti per ulteriori interrogatori. Penso che quanto ha detto nell’interrogatorio sia stato giudicato vero, credibile e utile alle indagini».

Per chi indaga, Gibertini è la mente di un’organizzazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, al riciclaggio e alla truffa ai danni dello Stato. Al pm Salvi ha detto di c’entrare con le fatture fasulle, negando però di essere il capo. (t.s.)

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