In nove anni perdono entrambi i figli
La tragedia dei Camparini. Luca, 36 anni, ucciso giovedì da un malore. Stefano morì con due amici in uno schianto sull’A1
REGGIO EMILIA. La tragedia in autostrada della sera della vigilia di Pasqua di nove anni fa gli aveva segnato l’esistenza: Luca Camparini viaggiava nell’auto che sopravanzava la Fiat Ulisse in cui morirono – nei pressi del casello di Reggio – il fratello Stefano (24 anni), gli amici Daniel Montanari (20 anni) e Mirko Farinella (26 anni). Un giorno cupo che non poteva dimenticare, come del resto ha fatto tutta la frazione di Cavazzoli che anche giovedì sera si è raccolta nel campo parrocchiale per seguire il torneo di calcetto che ogni anno ricorda la morte dei tre giovani. La partita commemorativa si sta giocando sotto gli occhi della famiglia Camparini quando – intorno alle 22 – arriva una terribile telefonata dalla casa di Luca, l’unico figlio rimasto al papà Emore e alla mamma Renata.
I genitori, preoccupatissimi, lasciano in fretta il campo: un’altra tragedia, purtroppo, è scritta nel loro destino. Il figlio Luca, 36 anni, era tornato un paio d’ore prima da un giro in bicicletta, ma non si sentiva bene, gli girava la testa e ha uno strano dolore al petto. Una volta entrato nella bella abitazione di via don Antonio Minardi, le sue condizioni con il trascorrere dei minuti non cambiano, capisce che qualcosa non va. In casa ci sono la moglie Enrica Vitacca e la figlia Camilla di 5 anni. Le fitte al petto continuano, Luca si stende sul letto, ma intorno alle 22 è colto da malore e cade a terra.
Sono momenti drammatici: la moglie chiede subito l’intervento del 118 e avverte gli suoceri. A Cavazzoli piombano l’automedica e un’ambulanza: i sanitari si affannano, cercano di rianimare il 36enne, per poi decidere di trasferirlo – intubato – all’ospedale Santa Maria Nuova. Lì, al pronto soccorso, poco dopo muore. Potrebbe essere stato fatale un infarto, ma sarà l’autopsia – voluta dallo stesso ospedale – a chiarire le cause di questa morte improvvisa a soli 36 anni.
L’esame autoptico blocca, quindi, al momento la fissazione dei funerali. I medici vogliono infatti capire se possano aver avuto un peso i viaggi per lavoro fatti di frequente nell’ultimo anno da Luca, dipendente – come disegnatore meccanico – della ditta “Omso” di Pieve Modolena. L’ultimo suo viaggio – di una settimana – era stato in India, da cui era rientrato il 22 giugno. Un decesso che stupisce non solo per la giovane età, ma anche perché Luca giocava a calcio nella squadra amatoriale “Rondò” di Cavazzoli e quindi ogni anno si sottoponeva alla visita di controllo sotto sforzo necessaria per poter praticare l’attività agonistica. Un tipo, del resto, molto sportivo, che frequentava anche – a Corte Tegge – la palestra “Eden”. Eppure un malore l’ha stroncato.
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