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«Mettiamoli, come a Verona e Treviso»

«Mettiamoli, come a Verona e Treviso»

«Spuntoni? Mi piacciono. E poi ci sono già alla Mediopadana». La questione sicurezza è uno degli storici cavalli di battaglia della sua Lega. A tal punto che, in campagna elettorale, ancor prima di...

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«Spuntoni? Mi piacciono. E poi ci sono già alla Mediopadana». La questione sicurezza è uno degli storici cavalli di battaglia della sua Lega. A tal punto che, in campagna elettorale, ancor prima di presentare la sua candidatura a sindaco, aveva già indicato chi sarebbe stato l’assessore alla Polizia Municipale. Per il capogruppo della Lega Nord in consiglio, Gianluca Vinci, il modello da seguire sono le città guidate dal Carroccio: dalla Verona di Flavio Tosi alla Treviso che fu di Giancarlo Gentilini, che dei dissuasori anti-bivacco hanno fatto la loro bandiera. «A Verona le panchine hanno i braccioli separatori per impedire di sdraiarsi e bivaccare – spiega – Anche a Treviso c’erano iniziative simili. È cio che servirebbe in stazione, ormai diventata la porta di ingresso dei clandestini in città».

Vinci, è già pronto a piantare spuntoni in stazione?

«È un’idea che mi piace. D’altronde, senza far giri di parole e senza troppa demagogia, in alcune zone della città ci sono già».

Dove?

«Alla Mediopadana, per esempio. Se ci si avvicina all’ingresso ci si accorge che sono stati posizionati dei piccoli tubi in acciaio con delle punte, vicino alla parte più bassa delle vele, dove si rischiava di sbattere la testa. Prima c’erano le transenne, adesso ci sono queste punte».

Ok, ma non sembrano antibivacco...

«In realtà anche lì impediscono una seduta comoda, senza però far male a nessuno. Quindi mi chiedo: se alla Mediopadana sono già previsti, a garanzia del decoro, perché non fare lo stesso alla stazione di piazzale Marconi?».

Perché non risponde lei?

«Alla Mediopadana sono state senza alcuna polemica. La stazione di piazzale Marconi invece è un problema che nessuno vuole affrontare».

Lei cosa farebbe?

«Nell’ultimo anno la situazione è particolarmente degradata e la stazione è diventata la porta di ingresso dei clandestini. Basta farci un giro per vederli: ormai sembra un centro di accoglienza. Se si leggono le linee programmatiche del sindaco Vecchi, non c’è una riga che parla di immigrazione, quando invece c’è bisogno di una maggiore presenza della Municipale».

I controlli, però, nell’ultimo periodo sono aumentati.

«In corso Garibaldi ci sono sempre pattuglie di vigili urbani fisse. Almeno una potrebbe essere dislocata in zona stazione. Avevano piazzato un ufficio che conta ben poco: non si capisce se è aperto o chiuso. Sembra una vetrina, ma senza movimento di personale in divisa. Così non produrrà alcun effetto. Noi abbiamo un sindaco a Padova, Bitonzi, che appena si è insediato ha fatto subito azioni di controllo del territorio. Vecchi qui aveva promesso di fare una rivoluzione in cento giorni, ma finora non ho visto ancora nulla». (e.spa.)

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