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«Ora suo figlio ripete: dov’è la mamma?»

di Mauro Grasselli
«Ora suo figlio ripete: dov’è la mamma?»

La madre della donna uccisa: «Fermo è una bestia, un criminale. Le ha quasi staccato la testa, dovrebbe farlo su se stesso»

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SCANDIANO. «Le ha tagliato la testa, rimasta attaccata al corpo per appena due centimetri. Lo ha fatto su di lei e dovrebbe farlo su se stesso». Queste le parole con cui la madre di Teresa Misa racconta ciò che Fermo Manzotti, artigiano 46enne di Arceto, ha fatto a sua figlia, 32 anni, il 18 giugno scorso lungo una stradina di campagna nei pressi di Chmielowie, piccolo paese ai piedi dei monti Carpazi. Da poco tempo la coppia ed i tre figli si erano trasferiti in quella zona nel Sud della Polonia, a 175 chilometri da Cracovia.

«Era in Italia da 11 anni – prosegue la madre di Teresa parlando con un inviato della tv polacca Nowa Deba – e poi sono arrivati qui. Lui era il tipico macho italiano».

I due si erano conosciuti in provincia di Reggio. Lei faceva la barista a Sabbione, a pochi chilometri da Arceto; lui, l’artigiano edile nel settore del montaggio di serramenti e infissi. Dopo essersi conosciuti, Teresa aveva accettato di lavorare come badante e di prendersi cura del padre di Fermo.

La madre della vittima del delitto parla del gioco d’azzardo e delle grosse somme di denaro che Manzotti avrebbe perso. «Era terribilmente geloso», dice. Aggiunge di non sapere se il coltello usato per il delitto sia stato comprato appositamente e definisce giusto il carcere per l’uomo che ha ucciso sua figlia. Poi le immagini della tv polacca inquadrano, da lontano, un bambino che indossa una maglietta rossa e gioca nel giardino della nonna. «E’ venuto e ha detto: papà e mamma hanno la gola tagliata, ed anche le mani. Ha raccontato che Fermo e Teresa stavano litigando in macchina. Lui diceva che lei non lo amava. Lei ha risposto: ti amo. Lui ha fermato la macchina e le ha detto: se mi ami, baciami. Lei si è fatta avanti per baciarlo e lui l’ha colpita. Per due centimetri non le ha staccato la testa dal corpo. Per me è una bestia, un criminale».

Il racconto della donna prosegue con alcune frasi strazianti: quelle del bambino che ha assistito a quella scena sconvolgente e insostenibile; un bambino di quattro anni che ora non riesce a dormire e che chiede continuamente alla nonna: «Dov’è la mamma? La mamma... La mamma... La mamma...».

Il bambino conosce le conseguenze di quel che è accaduto? «Il bambino deve sapere la verità, purtroppo. Quando sarà più grande».

Manzotti è accusato di omicidio volontario aggravato. In base alla legge della Polonia, rischia una condanna da un minimo di 12 anni all’ergastolo. La stampa polacca definisce l’aggressione di Fermo Manzotti nei confronti della moglie come un episodio estremamente crudele: un delitto agghiacciante e scioccante. Dopo l’omicidio e il tentato suicidio, l’artigiano è stato ricoverato nel dipartimento di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Tarnobrzeg, località ad una decina di chilometri dal luogo del delitto. Dopo alcuni giorni di ricovero in coma farmacologico, l’uomo è stato svegliato ed interrogato alla presenza di un interprete, sempre in ospedale, dove si trova tutt’ora. Il giudice ne ha disposto l’arresto provvisorio per tre mesi, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. Nei prossimi giorni è previsto il suo trasferimento in carcere. Manzotti potrebbe avere agito a causa di un raptus forse legato all’abuso di psicofarmaci.

Tra le varie ipotesi investigative citate dalla stampa polacca, una è più inquietante delle altre: Manzotti avrebbe sgozzato la moglie, si sarebbe ferito al collo e ai polsi e poi avrebbe messo il coltello nelle mani della moglie morta per inscenare un’aggressione da parte della donna.

MauroGrasselli

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